
GLI OSPITI DI PITSTOP LAVORO
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RESPONSABILITA' E RIFORME
DALLA CRISI DEI MUTUI ALLA CRISI DEL MODELLO SOCIALE EUROPEO |
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Al via alla terza edizione del Premio per il Lavoro
Aperto il bando di partecipazione al Premio per il Lavoro Dal 2 settembre al 20 ottobre le aziende potranno candidare on-line i propri lavoratori direttamente dal sito del Premio Milano, 1 settembre 2009 – Si apre domani 2 settembre il bando del Premio per il Lavoro – Riconosciamo l’eccellenza, l’iniziativa ideata da Manpower Italia, con cui le aziende italiane premiano l’impegno e il talento dei lavoratori, che giunge nel 2009 alla sua terza edizione. La partecipazione si svolge in forma totalmente gratuita: le aziende hanno quindi tempo fino al 20 ottobre per collegarsi al sito del Premio – www.premioperillavoro.it – iscriversi e completare direttamente on-line la candidatura dei propri dipendenti e collaboratori. Mettere le persone al centro in quanto protagoniste del tessuto imprenditoriale, questo il principale obiettivo dell’iniziativa, per la quale si rinnova anche quest’anno la partnership di Manpower Italia con i Giovani Imprenditori di Confindustria e Manageritalia, insieme in qualità di promotori del Premio. Un periodo di difficile congiuntura economica quello che il sistema economico sta attraversando, in cui ancora di più si evidenzia l’importanza di dare valore agli elementi portanti dell’impresa, le persone che ci lavorano ogni giorno. Il Premio si propone quindi di stimolare le aziende all’analisi delle capacità dei singoli lavoratori come chiave di reazione, riaffermando fortemente l’etica come principale forza motrice dello sviluppo economico aziendale. Ormai considerato momento di riferimento per il settore, la nuova edizione del Premio si apre sotto le insegne dei più importanti patrocini governativi e amministrativi: l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato Italiano, della Camera dei Deputati e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme al Patronato della Regione Lombardia. Già in fase di definizione anche i dettagli dell’evento finale, che quest’anno si svolgerà i primi di dicembre a Milano, capitale dell’imprenditoria italiana (Roma è stata la sede delle precedenti edizioni). Un evento che lascia le spoglie della tradizionale cerimonia di premiazione e si veste dei fasti del varietà: grandi presentatori e celebri ospiti, massimi rappresentanti della musica, della cultura e dello spettacolo italiani ricostruiranno insieme le storie di piccoli e grandi eroi del lavoro, di ieri e di oggi. Nove i vincitori che saliranno sul palco a ritirare il premio come miglior Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Collaboratore esterno, Lavoratore straniero in Italia e Lavoratore italiano all’estero. Alle consolidate categorie si aggiunge con la nuova edizione il Premio speciale per il Lavoratore dell’anno, che andrà ad uno degli otto premiati nazionali, colui che maggiormente avrà saputo contribuire con il proprio operato a sostenere l’azienda nell’attraversamento della crisi. Orientamento ai risultati, capacità di lavorare in team, comportamenti organizzativi, senso di responsabilità, problem solving, capacità di innovazione e doti di leadership sono solo alcuni dei criteri che guideranno nella selezione i venti Comitati Tecnico-Scientifici Locali, che avranno il compito di individuare un vincitore locale per ciascuna delle 8 categorie premiate. I profili selezionati a livello territoriale saranno valutati dal Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, che definirà il vincitore nazionale di ogni categoria. In particolare, hanno già confermato la loro adesione in qualità di membri Antonio Marzano - Presidente C.N.E.L, che svolgerà il ruolo di Presidente, Ferruccio De Bortoli - Direttore de Il Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli - Direttore Generale LUISS, Pietro Ichino - Deputato e Membro della Commissione Lavoro, Walter Passerini - Direttore Io Lavoro, Tiziano Treu - Onorevole e Presidente della 11^ Commissione Permanente – Lavoro, previdenza sociale e Luigi Tivelli – Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. In affiancamento al Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, il Comitato dei Garanti, per il quale è già stata confermata la presenza del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti, il Presidente Autorità Garante della concorrenza e del mercato - Antonio Catricalà, il Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni, il Presidente di Telecom Italia - Gabriele Galateri, il Direttore Generale di Confindustria - Giampaolo Galli, l’Amministratore Delegato di Accor Services - Graziella Gavezotti, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - Federica Guidi, il Direttore di Rai Uno - Mauro Mazza, il Presidente di Manageritalia - Claudio Pasini, il Presidente di Confcommercio - Carlo Sangalli e il Presidente e Amministratore delegato di Manpower Italia - Stefano Scabbio. In tal modo il Premio vuole confermarsi come momento di fondamentale importanza per tutti gli attori che concorrono a definire il mercato del lavoro, e dare alle imprese italiane l’occasione per premiare storie di eccellenza particolarmente rappresentative, trasmettendo una visione positiva del mondo del lavoro. Anche importanti aziende nazionali e internazionali hanno scelto di sostenere questo obiettivo, fornendo i premi per i nove vincitori: in qualità di main sponsor, Accor Service e Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, che realizzerà gli oscar di premiazione, e Telecom Italia come sponsor. Importante partner internazionale è quest’anno anche Junior Achievement, associazione nonprofit che opera in favore del futuro professionale dei giovani, di cui il Premio per il Lavoro si fa sostenitore.
MP NEWS - Milano, 23/07/2009 - Oltre 4000 soggetti hanno risposto al sondaggio lanciato da Manpower sull’intenzione a voler mettere in regola i propri collaboratori domestici: il 47% si dichiara disposto a regolarizzare il personale "di casa", il 13% non intende farlo, il 33% esprime predisposizione a valutare la questione, mentre soltanto il 7% dichiara che il proprio collaboratore domestico è già regolarmente assunto. Milano, 23 luglio 2009 - Sarebbe disposto a mettere in regola il suo collaboratore domestico ottenendo, a fronte di un aumento dei costi, una maggiore sicurezza e una professionalità adeguata al ruolo? E’ questo il sondaggio lanciato da Manpower sul sito www.pitstoplavoro.it Esaminando i dati su base territoriale, emergono caratteristiche e peculiarità geografiche ben delineate: il 70% dei soggetti votanti che si sono dichiarati disposti a mettere in regola i propri collaboratori risiede nel Nord Italia, con una forte concentrazione nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il restante 30% è localizzato nel Centro e, in minoranza, nel Sud del Paese. Mentre la maggioranza degli utenti che hanno espresso intenzione opposta è risultata essere residente principalmente nel Sud della penisola. Ma come questi soggetti sarebbero disposti a regolarizzare la situazione? La carta servizi di Manpower - "Ora" - è una valida soluzione che buona parte degli utenti prenderebbe in seria considerazione. Caricata con ore di lavoro, la Card è destinata a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura (colf, badanti, baby sitter, dog sitter, giardiniere, piccoli lavori di manutenzione casalinga…) e che esigono un personale preparato e qualificato, potendo contare sulla sicurezza garantita da Manpower che provvede ad adempiere a tutti gli oneri di legge previsti da una regolare assunzione.
"La regolarizzazione di colf e badanti introdotta dal decreto sulla sicurezza prevede che ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e una badante, e i lavoratori regolarizzati avranno diritto allo stipendio con i relativi contributi previdenziali fissati dal contratto di categoria e dalle tabelle Inps" dichiara Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower "il servizio fornito dalla nostra Card nasce dalla stessa volontà di contribuire attivamente a mettere in regola e dare dignità retributiva a una comunità di lavoratori domestici che spesso svolgono il proprio lavoro non ‘protetti’, e allo stesso tempo garantire al datore di lavoro la sicurezza di un personale specializzato e adeguatamente formato per svolgere un determinato ruolo". L’esito del sondaggio sarà esaminato nel corso della puntata di Pit Stop Lavoro in onda domani 24 luglio alle ore 20.00 su Class CNBC (canale 505 di Sky TV). La questione del lavoro domestico in Italia, le ipotesi e le soluzioni per contrastare il lavoro nero tutelando il lavoratore e garantendo sicurezza e professionalità al datore di lavoro, saranno i temi affrontati in studio da Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl e Responsabile dipartimento Politiche migratorie, donne e giovani, Giovanni Sgritta, Sociologo e Direttore del dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università La Sapienza di Roma, Luca Solari, Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, con gli approfondimenti di Pietro Ichino, Giuslavorista e Parlamentare e, in collegamento da Roma, Antonio Mastrotpasqua, Presidente Inps. "ORA" - MANPOWER CARD "ORA" è la Carta Servizi di Manpower rivolta a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura e che esigono una pronta risposta alle esigenze che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. La Card consente di avere in sole 24 ore la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione richiesta, garantendo la sicurezza di un personale regolarmente formato, assunto e correttamente retribuito, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di legge. Queste le professionalità fornite: colf/addetta alle pulizie, badanti, baby sitter, dog sitter, cameriera/e, aiuto cuoco, giardiniere, tutto fare per piccoli lavori di manutenzione casalinga (piccole attività di imbiancatura, riparazione tapparelle…). "ORA" è caricata con ore di lavoro di cui il cliente usufruirà secondo le proprie necessità ed è attivabile contattando il numero verde 800 525205 - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 - mentre il ritiro della Card e il pagamento della stessa avvengono presso la filiale Manpower indicata al momento dell’attivazione. Presto sarà possibile caricare la Card anche online, collegandosi al sito www.manpowercard.it pagando l’importo scelto con carta di credito. Successivamente, per richiedere uno dei servizi suddetti, il cliente contatterà il numero verde al quale risponderà personale dedicato che provvederà in tempi brevi a soddisfare l’esigenza richiesta, supportato da una struttura che si occupa della selezione e della formazione del personale. Una volta scaricata, la Card potrà essere ricaricata con importi di diverso valore.
Sulle donne la Cgil promette battaglia. Il ministro del Welfare: «Aggiustamento età pensionabile in base all'aspettativa di vita è una misura solo eventuale». Incremento età pensionabile dal 2015. ROMA - Governo e parti sociali si sono riuniti a Palazzo Chigi per discutere della riforma delle pensioni che il governo intende introdurre nel decreto anti-crisi: equiparazione uomo-donna per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici dal 2018 e finestra mobile in relazione all'aspettativa di vita. E mentre la Commissione Ue plaude al primo punto, sul secondo arrivano delle correzioni di rotta. I sindacati sono divisi: Cisl e Uil plaudono al governo, mentre la Cgil fa muro e promette battaglia.
E il premier: "cordialità, rifletteremo" Roma - Dl sicurezza ancora nella bufera. Ha fatto discutere la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al governo e ai presidenti di Camera e Senato esprimendo una serie di critiche e perplessità sul pacchetto approvato dal parlamento il 2 luglio scorso e promulgato ieri dal Colle. Oggi sull'argomento è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando di "dubbi politicamente incisivi". Intanto il premier Berlusconi ribadisce la propria apertura e assicura: "Col Quirinale rapporti cordiali".
Le repliche al Quirinale Con una dichiarazione secca Fini giudica "politicamente incisiva" la lettera del Quirinale. E' troppo poco per poter affermare che la terza carica dello Stato voglia prendere le distanze dalla legge. Di certo la valutazione di Fini si va a aggiungere a quelle di altre voci del centrodestra che hanno sottolineato l'importanza di una seria riflessione sui rilievi formulati dal Capo dello Stato. Fini ha parlato nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera di Napolitano. Anche il presidente del Consiglio torna sull'argomento ricordando di aver già fatto un comunicato: "Faremo una riflessione, terremo conto delle osservazioni". Poi assicura: "Con Napolitano c’è un rapporto di estrema cordialità, assolutamente positivo che si manifesta come tale in tutte le occasioni". L'opposizione: "Il governo riferisca" L'opposizione fa quadrato attorno alla lettera del capo dello Stato e chiede al governo di riferire in Aula. Democratici, centristi e Italia dei valori hanno, infatti, chiesto che il governo riferisca sulla questione e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha replicato che l’esecutivo valuterà la richiesta delle opposizioni, anche se il comunicato diramato ieri sera da Palazzo Chigi esprime già chiaramente la posizione del governo. Il Pdl: "Scelta irrituale" Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri giudica "irrituale" la lettera del Capo dello Stato. "Non tanto per i contenuti quanto per lo strumento scelto dal presidente della Repubblica. Io - ha spiegato ancora Gasparri - non ho una visione museale e ipocrita della Costituzione. Sono favorevole a tutte le innovazioni e le novità, è aperto a qualsiasi confronto. Il gesto compiuto ieri dal presidente della repubblica è tipico di una repubblica presidenziale". Sulla stessa linea anche il vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "Il presidente della Repubblica ha trovato una via inedita ma giusta. Nel ddl sulla sicurezza ci sono molte cose contraddittorie ma anche alcune positive, come quelle che riguardano il contrasto alla criminalità organizzata". Anche secondo il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, le parole e le valutazioni del presidente della Repubblica "vanno rispettate sempre: sia quando vengono pronunciate in modo rituale, sia quando si manifestano in modo irrituale". "Ci sarà tempo e modo di riflettere sui suggerimenti di Napolitano. E l’occasione più vicina e giusta saranno i decreti attuativi del pacchetto sicurezza".
carcere da 1 a 6 anni per chi dichiara il falso Rischia il carcere da 1 a 6 anni chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione di colf e badanti. E' questa la principale novità prevista dall'emendamento del governo (targata Maroni e Sacconi) per la regolarizzazione di questo tipo di lavoratori presentato al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il testo conferma poi che il costo della regolarizzazione è di 500 euro per ciascun lavoratore.
Napolitano: per vera ripresa bisogna superare divario tra nord e sud, le istituzioni facciano di più ROMA - Non hanno più la valigia chiusa con lo spago, ma i meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del Mezzogiorno italiano "un caso unico in Europa", in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori "cervelli" a cercare fortuna al Centro-Nord. E' quanto segnala il rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
Napolitano: "Istituzioni facciano di più". In un messaggio inviato allo Svimez, il presidente della Repubblica sottolinea che deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto e superato. "La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese", afferma Napolitano. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, "offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale". Italia divisa in due. L'Italia, si legge nello studio, "continua a presentarsi come un paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, "sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all'emigrazione". In dieci anni partiti in 700mila. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il mezzogiorno. Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Oltre l'87% delle partenze ha origine da Puglia, Sicilia e Campania. In quest'ultima regione si registra l'emorragia più forte (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno. Pendolari di lungo raggio. Da considerare anche il fenomeno dei "pendolari di lungo raggio" che nel 2008 sono stati 173mila, 23mila in più rispetto al 2007. Persone residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, "cittadini a termine", come li definisce lo Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. Cittadini a termine. "Non lasciano la residenza - sottolinea la ricerca - generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, single, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l'assestamento nel mercato del lavoro". Le regioni che attraggono maggiormente questo genere di pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Le matricole scelgono gli atenei al nord. Rispetto ai primi anni 2000 sono aumentati i giovani meridionali trasferitisi al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. I laureati "eccellenti" abbandonano il Sud. In vistosa crescita le partenze dei laureati "eccellenti": nel 2004 se ne andava il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Fenomeno, quest'ultimo, che si spiega con il fatto che la mobilità geografica Sud-Nord permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno infatti incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% di quelli che restano nel Mezzogiorno non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di quelli che sono partiti dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni Poste italiane dovranno risarcire il destinatario di un telegramma recapitatogli in ritardo che perse un impiego, sia pur temporaneo, per questo motivo. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni, al quale il Comune di Milano aveva inviato un telegramma per convocarlo in relazione all'affidamento di un incarico lavorativo a tempo determinato.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato, ritenendo il Comune che l'interessato avesse personalmente rinunciato. il giudice Raimondo Mesiano, del tribunale civile di Milano, valutata la sussistenza del disservizio, ha condannato le Poste a pagare 3mila 800 euro e a fare fronte alle spese di giudizio nella misura di altri 3mila 900 euro.
"Ora": la card che semplifica la vita alle famiglie milanesi L’analisi dei fundamentals (PIL, occupazione, produzione industriale) in abbinamento a dati meno diretti ma comunque esplicativi della situazione economica disegnano un quadro congiunturale ancora negativo.
Questa crisi, il cui inizio si può collocare nel quarto trimestre 2008, ha avuto un impatto notevole sull’industria (soprattutto di base) mettendo in difficoltà anche la maggior parte delle imprese del terziario, più o meno direttamente, connesse al comparto industriale. Tra queste le Agenzie per il Lavoro hanno accusato pesantemente l’indebolimento del ciclo economico strette nella morsa costituita dal calo della produzione industriale (principale mercato di riferimento) e dell’occupazione (loro core business). Tipicamente ‘confinate’ nella fascia di mercato B2B (business to business), le Agenzie per il Lavoro sono state interessate, nel periodo tra fine 2008 e inizio 2009, da ristrutturazioni, piani di recupero, gestione di esuberi per cercare di attraversare con minor rischi e costi possibili 'la bufera'. Ecco che Manpower, uno dei principali datori di lavoro privati al mondo, in Italia 450 filiali e circa 2.000 dipendenti, dopo aver attraversato una fase di ristrutturazione con tanto di accordo sindacale per circa 199 esuberi; prima tra le Agenzie per il Lavoro operanti in Italia, ‘aggredisce’ il mercato B2C (business to consumer), proprio al fine di bilanciare le perdite originate dalla crisi industriale e rimodulare il proprio portfolio a vantaggio della stabilità produttiva. Il veicolo è rappresentato da un’innovativa e accattivante card denominata “ORA”, in distribuzione a Milano, rivolta proprio alle famiglie ed ai privati in genere, interessati a usufruire di servizi domestici vari in piena regolarità e sicurezza. Si tratta di una carta servizi che consente di avere, in sole 24 ore, la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione necessaria (colf/addetta alle pulizie, aiuto cuoco, cameriera/e, giardiniere, piccoli lavori casalinghi, affiancamento anziani, baby sitting, dog sitting…). La Card “ORA” è caricata con ore di lavoro usufruibili secondo le proprie necessità, attivabile mediante un numero verde (800 525205) o il sito internet www.manpowercard.it. La gestione di questa ‘business branch’ di Manpower è stata affidata ad uno specifico team dedicato alle attività di valutazione, selezione e formazione dei lavoratori collegati al progetto ed all’assistenza clienti, supportato comunque dalle filiali distribuite sul territorio, presso cui sarà possibile ritirare la propria Card “ORA”
«Da più di un anno stavamo discutendo della questione badanti. Non riguarda la totalità degli irregolari» ROMA - No a sanatorie per le badanti, sì all’emersione del lavoro domestico in nero. Sulla misura che il governo si appresta a proporre in parlamento si è cominciato a discutere sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri nel maggio del 2008 a Napoli. Roberto Maroni, responsabile dell’Interno, illustra il provvedimento dopo l’intesa raggiunta con il collega del Welfare Maurizio Sacconi.
Può spiegare i termini dell’intesa? «Se ne parla da più di un anno. Al primo Consiglio dei ministri si affrontò l’argomento badanti quando approvammo il pacchetto sicurezza. E decidemmo su mia proposta che prima di prendere qualsiasi provvedimento su regolarizzazioni, sanatorie e questioni del genere bisognava chiudere il pacchetto sicurezza nella sua interezza». Il pacchetto è stato approvato e il resto? «Fissati rigore e regole per il contrasto all’immigrazione clandestina adesso ci apprestiamo ad adottare gli altri provvedimenti. Quando Carlo Giovanardi è uscito con quella dichiarazione, un’ora prima io e Sacconi c’eravamo sentiti dicendo: 'domani i nostri si vedono e cominciano ad affrontare la questione badanti'. È insomma una cosa meditata e non deriva da qualche improvvida dichiarazione fatta tizio, caio e sempronio. E poi va dato a Cesare quel che è di Cesare. Questa è un’iniziativa che ha fortemente voluto Sacconi. Solo la propaganda politica ha oscurato il suo ruolo. Ma è un’iniziativa che era nel suo cassetto e che io ho sempre condiviso. Mai si è parlato di sanatoria». A chi è rivolta? «Alle famiglie con badanti o con colf, a prescindere della nazionalità della persona. Quindi non un provvedimento rivolto agli extracomunitarii ma a coloro che svolgono questo lavoro e che non sono in regola. Vale per italiani, comunitari ed extracomunitarii. Gli italiani e i comunitari si iscrivono all’Inps, mentre gli extracomunitarii oltre a fare questo otterranno la concessione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a certe condizioni. Insisto: il provvedimento è rivolto a tutti e ha la finalità di regolarizzare il lavoro domestico irregolare». Gli irregolari di cui parla lei appartengono al gruppo di quelli hanno fatto richiesta ma non è stata accolta? «No. Il datore di lavoro denuncia la situazione, paga un contributo all’Inps corrispondente a tre mesi pregressi, andando a ritroso dal 30 giugno, sottoscrive un contratto di colf o di badante e, se si tratta di un cittadino extracomunitario, presenta anche la dichiarazione allo sportello unico dell’immigrazione. Così alla persona viene dato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro». Quando entrerà in vigore questa nuova normativa? «Dipende dal Parlamento, penso che verrà proposta nel decreto anticrisi...». Chi la proporrà? «Il relatore o il governo la prossima settimana. Si stanno definendo gli ultimi dettagli dal punto di vista delle coperture con il ministero dell’Economia. E’ un intervento a sostegno delle famiglie perché riteniamo che questo tipo di lavoro abbia una forte valenza sociale e per questo meriti un provvedimento specifico. Per evitare trucchi e per evitare di dare lavoro a chi non fa la badante e non fa la colf i datori di lavoro non cittadini italiani devono avere il requisito della permanenza in Italia di almeno cinque anni». Dalle sue parole sembra si sia trattato di una tempesta in bicchiere d’acqua, possibile che tutti da Giovanardi alla Chiesa abbiano preso un abbaglio? «Certo è stata una tempesta in un bicchiere d’acqua». L’Udc commenta l’accordo con un 'il governo ha fatto marcia indietro'... «Non mi perdo dietro a questo tipo di commenti. L’unico contributo che l’Udc ha dato in questi anni alla lotta all’immigrazione clandestina è stato quando, qualche anno fa, Casini propose di prendere a mitragliate i barconi che arrivano in Italia. Che io mi ricordi l’unica proposta è stata questa. Quindi non mi pare particolarmente significativo il commento dell’Udc su questo tema». La Cgil sostiene che occorre regolarizzare tutti. «Noi invece vogliamo fare emergere il lavoro nero domestico e siamo contrari alle sanatorie generalizzate perché il patto europeo su immigrazione e asilo prevede che non se ne facciano più. E il nostro provvedimento è coerente con le norme europee». Il rigore sopra ogni altra considerazione. «L’ha detto benissimo Sacconi: chiuso il capitolo del rigore accompagniamo il pacchetto sicurezza con una misura eccezionale che riguarda le famiglia. Insomma l’esatto contrario di una retromarcia». Quanti sono le colf e le badanti? «Abbiamo delle stime che sono diverse da quei dati che sono diffusi a casaccio dalla Cgil, perché ci mettono dentro rumene e polacche che non sono più extracomunitarie. I dati significativi saranno quelli che verranno forniti dall’Inps». Ci sono alcuni parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato che invocano una regolarizzazione per quanti non sono riusciti ad ottenerla facendo la domanda all’epoca del decreto flussi 2008. «Questa è una sanatoria e il governo è contrario. E poi proposte di questa fatta contrastano con il programma del Pdl più Lega dove c’è scritto: 'no a sanatorie'».
Al via alla terza edizione del Premio per il Lavoro
Aperto il bando di partecipazione al Premio per il Lavoro Dal 2 settembre al 20 ottobre le aziende potranno candidare on-line i propri lavoratori direttamente dal sito del Premio Milano, 1 settembre 2009 – Si apre domani 2 settembre il bando del Premio per il Lavoro – Riconosciamo l’eccellenza, l’iniziativa ideata da Manpower Italia, con cui le aziende italiane premiano l’impegno e il talento dei lavoratori, che giunge nel 2009 alla sua terza edizione. La partecipazione si svolge in forma totalmente gratuita: le aziende hanno quindi tempo fino al 20 ottobre per collegarsi al sito del Premio – www.premioperillavoro.it – iscriversi e completare direttamente on-line la candidatura dei propri dipendenti e collaboratori. Mettere le persone al centro in quanto protagoniste del tessuto imprenditoriale, questo il principale obiettivo dell’iniziativa, per la quale si rinnova anche quest’anno la partnership di Manpower Italia con i Giovani Imprenditori di Confindustria e Manageritalia, insieme in qualità di promotori del Premio. Un periodo di difficile congiuntura economica quello che il sistema economico sta attraversando, in cui ancora di più si evidenzia l’importanza di dare valore agli elementi portanti dell’impresa, le persone che ci lavorano ogni giorno. Il Premio si propone quindi di stimolare le aziende all’analisi delle capacità dei singoli lavoratori come chiave di reazione, riaffermando fortemente l’etica come principale forza motrice dello sviluppo economico aziendale. Ormai considerato momento di riferimento per il settore, la nuova edizione del Premio si apre sotto le insegne dei più importanti patrocini governativi e amministrativi: l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato Italiano, della Camera dei Deputati e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme al Patronato della Regione Lombardia. Già in fase di definizione anche i dettagli dell’evento finale, che quest’anno si svolgerà i primi di dicembre a Milano, capitale dell’imprenditoria italiana (Roma è stata la sede delle precedenti edizioni). Un evento che lascia le spoglie della tradizionale cerimonia di premiazione e si veste dei fasti del varietà: grandi presentatori e celebri ospiti, massimi rappresentanti della musica, della cultura e dello spettacolo italiani ricostruiranno insieme le storie di piccoli e grandi eroi del lavoro, di ieri e di oggi. Nove i vincitori che saliranno sul palco a ritirare il premio come miglior Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Collaboratore esterno, Lavoratore straniero in Italia e Lavoratore italiano all’estero. Alle consolidate categorie si aggiunge con la nuova edizione il Premio speciale per il Lavoratore dell’anno, che andrà ad uno degli otto premiati nazionali, colui che maggiormente avrà saputo contribuire con il proprio operato a sostenere l’azienda nell’attraversamento della crisi. Orientamento ai risultati, capacità di lavorare in team, comportamenti organizzativi, senso di responsabilità, problem solving, capacità di innovazione e doti di leadership sono solo alcuni dei criteri che guideranno nella selezione i venti Comitati Tecnico-Scientifici Locali, che avranno il compito di individuare un vincitore locale per ciascuna delle 8 categorie premiate. I profili selezionati a livello territoriale saranno valutati dal Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, che definirà il vincitore nazionale di ogni categoria. In particolare, hanno già confermato la loro adesione in qualità di membri Antonio Marzano - Presidente C.N.E.L, che svolgerà il ruolo di Presidente, Ferruccio De Bortoli - Direttore de Il Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli - Direttore Generale LUISS, Pietro Ichino - Deputato e Membro della Commissione Lavoro, Walter Passerini - Direttore Io Lavoro, Tiziano Treu - Onorevole e Presidente della 11^ Commissione Permanente – Lavoro, previdenza sociale e Luigi Tivelli – Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. In affiancamento al Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, il Comitato dei Garanti, per il quale è già stata confermata la presenza del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti, il Presidente Autorità Garante della concorrenza e del mercato - Antonio Catricalà, il Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni, il Presidente di Telecom Italia - Gabriele Galateri, il Direttore Generale di Confindustria - Giampaolo Galli, l’Amministratore Delegato di Accor Services - Graziella Gavezotti, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - Federica Guidi, il Direttore di Rai Uno - Mauro Mazza, il Presidente di Manageritalia - Claudio Pasini, il Presidente di Confcommercio - Carlo Sangalli e il Presidente e Amministratore delegato di Manpower Italia - Stefano Scabbio. In tal modo il Premio vuole confermarsi come momento di fondamentale importanza per tutti gli attori che concorrono a definire il mercato del lavoro, e dare alle imprese italiane l’occasione per premiare storie di eccellenza particolarmente rappresentative, trasmettendo una visione positiva del mondo del lavoro. Anche importanti aziende nazionali e internazionali hanno scelto di sostenere questo obiettivo, fornendo i premi per i nove vincitori: in qualità di main sponsor, Accor Service e Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, che realizzerà gli oscar di premiazione, e Telecom Italia come sponsor. Importante partner internazionale è quest’anno anche Junior Achievement, associazione nonprofit che opera in favore del futuro professionale dei giovani, di cui il Premio per il Lavoro si fa sostenitore.
MP NEWS - Milano, 23/07/2009 - Oltre 4000 soggetti hanno risposto al sondaggio lanciato da Manpower sull’intenzione a voler mettere in regola i propri collaboratori domestici: il 47% si dichiara disposto a regolarizzare il personale "di casa", il 13% non intende farlo, il 33% esprime predisposizione a valutare la questione, mentre soltanto il 7% dichiara che il proprio collaboratore domestico è già regolarmente assunto. Milano, 23 luglio 2009 - Sarebbe disposto a mettere in regola il suo collaboratore domestico ottenendo, a fronte di un aumento dei costi, una maggiore sicurezza e una professionalità adeguata al ruolo? E’ questo il sondaggio lanciato da Manpower sul sito www.pitstoplavoro.it Esaminando i dati su base territoriale, emergono caratteristiche e peculiarità geografiche ben delineate: il 70% dei soggetti votanti che si sono dichiarati disposti a mettere in regola i propri collaboratori risiede nel Nord Italia, con una forte concentrazione nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il restante 30% è localizzato nel Centro e, in minoranza, nel Sud del Paese. Mentre la maggioranza degli utenti che hanno espresso intenzione opposta è risultata essere residente principalmente nel Sud della penisola. Ma come questi soggetti sarebbero disposti a regolarizzare la situazione? La carta servizi di Manpower - "Ora" - è una valida soluzione che buona parte degli utenti prenderebbe in seria considerazione. Caricata con ore di lavoro, la Card è destinata a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura (colf, badanti, baby sitter, dog sitter, giardiniere, piccoli lavori di manutenzione casalinga…) e che esigono un personale preparato e qualificato, potendo contare sulla sicurezza garantita da Manpower che provvede ad adempiere a tutti gli oneri di legge previsti da una regolare assunzione.
"La regolarizzazione di colf e badanti introdotta dal decreto sulla sicurezza prevede che ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e una badante, e i lavoratori regolarizzati avranno diritto allo stipendio con i relativi contributi previdenziali fissati dal contratto di categoria e dalle tabelle Inps" dichiara Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower "il servizio fornito dalla nostra Card nasce dalla stessa volontà di contribuire attivamente a mettere in regola e dare dignità retributiva a una comunità di lavoratori domestici che spesso svolgono il proprio lavoro non ‘protetti’, e allo stesso tempo garantire al datore di lavoro la sicurezza di un personale specializzato e adeguatamente formato per svolgere un determinato ruolo". L’esito del sondaggio sarà esaminato nel corso della puntata di Pit Stop Lavoro in onda domani 24 luglio alle ore 20.00 su Class CNBC (canale 505 di Sky TV). La questione del lavoro domestico in Italia, le ipotesi e le soluzioni per contrastare il lavoro nero tutelando il lavoratore e garantendo sicurezza e professionalità al datore di lavoro, saranno i temi affrontati in studio da Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl e Responsabile dipartimento Politiche migratorie, donne e giovani, Giovanni Sgritta, Sociologo e Direttore del dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università La Sapienza di Roma, Luca Solari, Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, con gli approfondimenti di Pietro Ichino, Giuslavorista e Parlamentare e, in collegamento da Roma, Antonio Mastrotpasqua, Presidente Inps. "ORA" - MANPOWER CARD "ORA" è la Carta Servizi di Manpower rivolta a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura e che esigono una pronta risposta alle esigenze che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. La Card consente di avere in sole 24 ore la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione richiesta, garantendo la sicurezza di un personale regolarmente formato, assunto e correttamente retribuito, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di legge. Queste le professionalità fornite: colf/addetta alle pulizie, badanti, baby sitter, dog sitter, cameriera/e, aiuto cuoco, giardiniere, tutto fare per piccoli lavori di manutenzione casalinga (piccole attività di imbiancatura, riparazione tapparelle…). "ORA" è caricata con ore di lavoro di cui il cliente usufruirà secondo le proprie necessità ed è attivabile contattando il numero verde 800 525205 - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 - mentre il ritiro della Card e il pagamento della stessa avvengono presso la filiale Manpower indicata al momento dell’attivazione. Presto sarà possibile caricare la Card anche online, collegandosi al sito www.manpowercard.it pagando l’importo scelto con carta di credito. Successivamente, per richiedere uno dei servizi suddetti, il cliente contatterà il numero verde al quale risponderà personale dedicato che provvederà in tempi brevi a soddisfare l’esigenza richiesta, supportato da una struttura che si occupa della selezione e della formazione del personale. Una volta scaricata, la Card potrà essere ricaricata con importi di diverso valore.
Sulle donne la Cgil promette battaglia. Il ministro del Welfare: «Aggiustamento età pensionabile in base all'aspettativa di vita è una misura solo eventuale». Incremento età pensionabile dal 2015. ROMA - Governo e parti sociali si sono riuniti a Palazzo Chigi per discutere della riforma delle pensioni che il governo intende introdurre nel decreto anti-crisi: equiparazione uomo-donna per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici dal 2018 e finestra mobile in relazione all'aspettativa di vita. E mentre la Commissione Ue plaude al primo punto, sul secondo arrivano delle correzioni di rotta. I sindacati sono divisi: Cisl e Uil plaudono al governo, mentre la Cgil fa muro e promette battaglia.
E il premier: "cordialità, rifletteremo" Roma - Dl sicurezza ancora nella bufera. Ha fatto discutere la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al governo e ai presidenti di Camera e Senato esprimendo una serie di critiche e perplessità sul pacchetto approvato dal parlamento il 2 luglio scorso e promulgato ieri dal Colle. Oggi sull'argomento è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando di "dubbi politicamente incisivi". Intanto il premier Berlusconi ribadisce la propria apertura e assicura: "Col Quirinale rapporti cordiali".
Le repliche al Quirinale Con una dichiarazione secca Fini giudica "politicamente incisiva" la lettera del Quirinale. E' troppo poco per poter affermare che la terza carica dello Stato voglia prendere le distanze dalla legge. Di certo la valutazione di Fini si va a aggiungere a quelle di altre voci del centrodestra che hanno sottolineato l'importanza di una seria riflessione sui rilievi formulati dal Capo dello Stato. Fini ha parlato nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera di Napolitano. Anche il presidente del Consiglio torna sull'argomento ricordando di aver già fatto un comunicato: "Faremo una riflessione, terremo conto delle osservazioni". Poi assicura: "Con Napolitano c’è un rapporto di estrema cordialità, assolutamente positivo che si manifesta come tale in tutte le occasioni". L'opposizione: "Il governo riferisca" L'opposizione fa quadrato attorno alla lettera del capo dello Stato e chiede al governo di riferire in Aula. Democratici, centristi e Italia dei valori hanno, infatti, chiesto che il governo riferisca sulla questione e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha replicato che l’esecutivo valuterà la richiesta delle opposizioni, anche se il comunicato diramato ieri sera da Palazzo Chigi esprime già chiaramente la posizione del governo. Il Pdl: "Scelta irrituale" Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri giudica "irrituale" la lettera del Capo dello Stato. "Non tanto per i contenuti quanto per lo strumento scelto dal presidente della Repubblica. Io - ha spiegato ancora Gasparri - non ho una visione museale e ipocrita della Costituzione. Sono favorevole a tutte le innovazioni e le novità, è aperto a qualsiasi confronto. Il gesto compiuto ieri dal presidente della repubblica è tipico di una repubblica presidenziale". Sulla stessa linea anche il vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "Il presidente della Repubblica ha trovato una via inedita ma giusta. Nel ddl sulla sicurezza ci sono molte cose contraddittorie ma anche alcune positive, come quelle che riguardano il contrasto alla criminalità organizzata". Anche secondo il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, le parole e le valutazioni del presidente della Repubblica "vanno rispettate sempre: sia quando vengono pronunciate in modo rituale, sia quando si manifestano in modo irrituale". "Ci sarà tempo e modo di riflettere sui suggerimenti di Napolitano. E l’occasione più vicina e giusta saranno i decreti attuativi del pacchetto sicurezza".
carcere da 1 a 6 anni per chi dichiara il falso Rischia il carcere da 1 a 6 anni chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione di colf e badanti. E' questa la principale novità prevista dall'emendamento del governo (targata Maroni e Sacconi) per la regolarizzazione di questo tipo di lavoratori presentato al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il testo conferma poi che il costo della regolarizzazione è di 500 euro per ciascun lavoratore.
Napolitano: per vera ripresa bisogna superare divario tra nord e sud, le istituzioni facciano di più ROMA - Non hanno più la valigia chiusa con lo spago, ma i meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del Mezzogiorno italiano "un caso unico in Europa", in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori "cervelli" a cercare fortuna al Centro-Nord. E' quanto segnala il rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
Napolitano: "Istituzioni facciano di più". In un messaggio inviato allo Svimez, il presidente della Repubblica sottolinea che deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto e superato. "La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese", afferma Napolitano. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, "offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale". Italia divisa in due. L'Italia, si legge nello studio, "continua a presentarsi come un paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, "sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all'emigrazione". In dieci anni partiti in 700mila. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il mezzogiorno. Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Oltre l'87% delle partenze ha origine da Puglia, Sicilia e Campania. In quest'ultima regione si registra l'emorragia più forte (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno. Pendolari di lungo raggio. Da considerare anche il fenomeno dei "pendolari di lungo raggio" che nel 2008 sono stati 173mila, 23mila in più rispetto al 2007. Persone residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, "cittadini a termine", come li definisce lo Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. Cittadini a termine. "Non lasciano la residenza - sottolinea la ricerca - generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, single, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l'assestamento nel mercato del lavoro". Le regioni che attraggono maggiormente questo genere di pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Le matricole scelgono gli atenei al nord. Rispetto ai primi anni 2000 sono aumentati i giovani meridionali trasferitisi al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. I laureati "eccellenti" abbandonano il Sud. In vistosa crescita le partenze dei laureati "eccellenti": nel 2004 se ne andava il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Fenomeno, quest'ultimo, che si spiega con il fatto che la mobilità geografica Sud-Nord permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno infatti incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% di quelli che restano nel Mezzogiorno non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di quelli che sono partiti dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni Poste italiane dovranno risarcire il destinatario di un telegramma recapitatogli in ritardo che perse un impiego, sia pur temporaneo, per questo motivo. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni, al quale il Comune di Milano aveva inviato un telegramma per convocarlo in relazione all'affidamento di un incarico lavorativo a tempo determinato.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato, ritenendo il Comune che l'interessato avesse personalmente rinunciato. il giudice Raimondo Mesiano, del tribunale civile di Milano, valutata la sussistenza del disservizio, ha condannato le Poste a pagare 3mila 800 euro e a fare fronte alle spese di giudizio nella misura di altri 3mila 900 euro.
"Ora": la card che semplifica la vita alle famiglie milanesi L’analisi dei fundamentals (PIL, occupazione, produzione industriale) in abbinamento a dati meno diretti ma comunque esplicativi della situazione economica disegnano un quadro congiunturale ancora negativo.
Questa crisi, il cui inizio si può collocare nel quarto trimestre 2008, ha avuto un impatto notevole sull’industria (soprattutto di base) mettendo in difficoltà anche la maggior parte delle imprese del terziario, più o meno direttamente, connesse al comparto industriale. Tra queste le Agenzie per il Lavoro hanno accusato pesantemente l’indebolimento del ciclo economico strette nella morsa costituita dal calo della produzione industriale (principale mercato di riferimento) e dell’occupazione (loro core business). Tipicamente ‘confinate’ nella fascia di mercato B2B (business to business), le Agenzie per il Lavoro sono state interessate, nel periodo tra fine 2008 e inizio 2009, da ristrutturazioni, piani di recupero, gestione di esuberi per cercare di attraversare con minor rischi e costi possibili 'la bufera'. Ecco che Manpower, uno dei principali datori di lavoro privati al mondo, in Italia 450 filiali e circa 2.000 dipendenti, dopo aver attraversato una fase di ristrutturazione con tanto di accordo sindacale per circa 199 esuberi; prima tra le Agenzie per il Lavoro operanti in Italia, ‘aggredisce’ il mercato B2C (business to consumer), proprio al fine di bilanciare le perdite originate dalla crisi industriale e rimodulare il proprio portfolio a vantaggio della stabilità produttiva. Il veicolo è rappresentato da un’innovativa e accattivante card denominata “ORA”, in distribuzione a Milano, rivolta proprio alle famiglie ed ai privati in genere, interessati a usufruire di servizi domestici vari in piena regolarità e sicurezza. Si tratta di una carta servizi che consente di avere, in sole 24 ore, la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione necessaria (colf/addetta alle pulizie, aiuto cuoco, cameriera/e, giardiniere, piccoli lavori casalinghi, affiancamento anziani, baby sitting, dog sitting…). La Card “ORA” è caricata con ore di lavoro usufruibili secondo le proprie necessità, attivabile mediante un numero verde (800 525205) o il sito internet www.manpowercard.it. La gestione di questa ‘business branch’ di Manpower è stata affidata ad uno specifico team dedicato alle attività di valutazione, selezione e formazione dei lavoratori collegati al progetto ed all’assistenza clienti, supportato comunque dalle filiali distribuite sul territorio, presso cui sarà possibile ritirare la propria Card “ORA”
«Da più di un anno stavamo discutendo della questione badanti. Non riguarda la totalità degli irregolari» ROMA - No a sanatorie per le badanti, sì all’emersione del lavoro domestico in nero. Sulla misura che il governo si appresta a proporre in parlamento si è cominciato a discutere sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri nel maggio del 2008 a Napoli. Roberto Maroni, responsabile dell’Interno, illustra il provvedimento dopo l’intesa raggiunta con il collega del Welfare Maurizio Sacconi.
Può spiegare i termini dell’intesa? «Se ne parla da più di un anno. Al primo Consiglio dei ministri si affrontò l’argomento badanti quando approvammo il pacchetto sicurezza. E decidemmo su mia proposta che prima di prendere qualsiasi provvedimento su regolarizzazioni, sanatorie e questioni del genere bisognava chiudere il pacchetto sicurezza nella sua interezza». Il pacchetto è stato approvato e il resto? «Fissati rigore e regole per il contrasto all’immigrazione clandestina adesso ci apprestiamo ad adottare gli altri provvedimenti. Quando Carlo Giovanardi è uscito con quella dichiarazione, un’ora prima io e Sacconi c’eravamo sentiti dicendo: 'domani i nostri si vedono e cominciano ad affrontare la questione badanti'. È insomma una cosa meditata e non deriva da qualche improvvida dichiarazione fatta tizio, caio e sempronio. E poi va dato a Cesare quel che è di Cesare. Questa è un’iniziativa che ha fortemente voluto Sacconi. Solo la propaganda politica ha oscurato il suo ruolo. Ma è un’iniziativa che era nel suo cassetto e che io ho sempre condiviso. Mai si è parlato di sanatoria». A chi è rivolta? «Alle famiglie con badanti o con colf, a prescindere della nazionalità della persona. Quindi non un provvedimento rivolto agli extracomunitarii ma a coloro che svolgono questo lavoro e che non sono in regola. Vale per italiani, comunitari ed extracomunitarii. Gli italiani e i comunitari si iscrivono all’Inps, mentre gli extracomunitarii oltre a fare questo otterranno la concessione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a certe condizioni. Insisto: il provvedimento è rivolto a tutti e ha la finalità di regolarizzare il lavoro domestico irregolare». Gli irregolari di cui parla lei appartengono al gruppo di quelli hanno fatto richiesta ma non è stata accolta? «No. Il datore di lavoro denuncia la situazione, paga un contributo all’Inps corrispondente a tre mesi pregressi, andando a ritroso dal 30 giugno, sottoscrive un contratto di colf o di badante e, se si tratta di un cittadino extracomunitario, presenta anche la dichiarazione allo sportello unico dell’immigrazione. Così alla persona viene dato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro». Quando entrerà in vigore questa nuova normativa? «Dipende dal Parlamento, penso che verrà proposta nel decreto anticrisi...». Chi la proporrà? «Il relatore o il governo la prossima settimana. Si stanno definendo gli ultimi dettagli dal punto di vista delle coperture con il ministero dell’Economia. E’ un intervento a sostegno delle famiglie perché riteniamo che questo tipo di lavoro abbia una forte valenza sociale e per questo meriti un provvedimento specifico. Per evitare trucchi e per evitare di dare lavoro a chi non fa la badante e non fa la colf i datori di lavoro non cittadini italiani devono avere il requisito della permanenza in Italia di almeno cinque anni». Dalle sue parole sembra si sia trattato di una tempesta in bicchiere d’acqua, possibile che tutti da Giovanardi alla Chiesa abbiano preso un abbaglio? «Certo è stata una tempesta in un bicchiere d’acqua». L’Udc commenta l’accordo con un 'il governo ha fatto marcia indietro'... «Non mi perdo dietro a questo tipo di commenti. L’unico contributo che l’Udc ha dato in questi anni alla lotta all’immigrazione clandestina è stato quando, qualche anno fa, Casini propose di prendere a mitragliate i barconi che arrivano in Italia. Che io mi ricordi l’unica proposta è stata questa. Quindi non mi pare particolarmente significativo il commento dell’Udc su questo tema». La Cgil sostiene che occorre regolarizzare tutti. «Noi invece vogliamo fare emergere il lavoro nero domestico e siamo contrari alle sanatorie generalizzate perché il patto europeo su immigrazione e asilo prevede che non se ne facciano più. E il nostro provvedimento è coerente con le norme europee». Il rigore sopra ogni altra considerazione. «L’ha detto benissimo Sacconi: chiuso il capitolo del rigore accompagniamo il pacchetto sicurezza con una misura eccezionale che riguarda le famiglia. Insomma l’esatto contrario di una retromarcia». Quanti sono le colf e le badanti? «Abbiamo delle stime che sono diverse da quei dati che sono diffusi a casaccio dalla Cgil, perché ci mettono dentro rumene e polacche che non sono più extracomunitarie. I dati significativi saranno quelli che verranno forniti dall’Inps». Ci sono alcuni parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato che invocano una regolarizzazione per quanti non sono riusciti ad ottenerla facendo la domanda all’epoca del decreto flussi 2008. «Questa è una sanatoria e il governo è contrario. E poi proposte di questa fatta contrastano con il programma del Pdl più Lega dove c’è scritto: 'no a sanatorie'».
Al via alla terza edizione del Premio per il Lavoro
Aperto il bando di partecipazione al Premio per il Lavoro Dal 2 settembre al 20 ottobre le aziende potranno candidare on-line i propri lavoratori direttamente dal sito del Premio Milano, 1 settembre 2009 – Si apre domani 2 settembre il bando del Premio per il Lavoro – Riconosciamo l’eccellenza, l’iniziativa ideata da Manpower Italia, con cui le aziende italiane premiano l’impegno e il talento dei lavoratori, che giunge nel 2009 alla sua terza edizione. La partecipazione si svolge in forma totalmente gratuita: le aziende hanno quindi tempo fino al 20 ottobre per collegarsi al sito del Premio – www.premioperillavoro.it – iscriversi e completare direttamente on-line la candidatura dei propri dipendenti e collaboratori. Mettere le persone al centro in quanto protagoniste del tessuto imprenditoriale, questo il principale obiettivo dell’iniziativa, per la quale si rinnova anche quest’anno la partnership di Manpower Italia con i Giovani Imprenditori di Confindustria e Manageritalia, insieme in qualità di promotori del Premio. Un periodo di difficile congiuntura economica quello che il sistema economico sta attraversando, in cui ancora di più si evidenzia l’importanza di dare valore agli elementi portanti dell’impresa, le persone che ci lavorano ogni giorno. Il Premio si propone quindi di stimolare le aziende all’analisi delle capacità dei singoli lavoratori come chiave di reazione, riaffermando fortemente l’etica come principale forza motrice dello sviluppo economico aziendale. Ormai considerato momento di riferimento per il settore, la nuova edizione del Premio si apre sotto le insegne dei più importanti patrocini governativi e amministrativi: l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato Italiano, della Camera dei Deputati e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme al Patronato della Regione Lombardia. Già in fase di definizione anche i dettagli dell’evento finale, che quest’anno si svolgerà i primi di dicembre a Milano, capitale dell’imprenditoria italiana (Roma è stata la sede delle precedenti edizioni). Un evento che lascia le spoglie della tradizionale cerimonia di premiazione e si veste dei fasti del varietà: grandi presentatori e celebri ospiti, massimi rappresentanti della musica, della cultura e dello spettacolo italiani ricostruiranno insieme le storie di piccoli e grandi eroi del lavoro, di ieri e di oggi. Nove i vincitori che saliranno sul palco a ritirare il premio come miglior Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Collaboratore esterno, Lavoratore straniero in Italia e Lavoratore italiano all’estero. Alle consolidate categorie si aggiunge con la nuova edizione il Premio speciale per il Lavoratore dell’anno, che andrà ad uno degli otto premiati nazionali, colui che maggiormente avrà saputo contribuire con il proprio operato a sostenere l’azienda nell’attraversamento della crisi. Orientamento ai risultati, capacità di lavorare in team, comportamenti organizzativi, senso di responsabilità, problem solving, capacità di innovazione e doti di leadership sono solo alcuni dei criteri che guideranno nella selezione i venti Comitati Tecnico-Scientifici Locali, che avranno il compito di individuare un vincitore locale per ciascuna delle 8 categorie premiate. I profili selezionati a livello territoriale saranno valutati dal Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, che definirà il vincitore nazionale di ogni categoria. In particolare, hanno già confermato la loro adesione in qualità di membri Antonio Marzano - Presidente C.N.E.L, che svolgerà il ruolo di Presidente, Ferruccio De Bortoli - Direttore de Il Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli - Direttore Generale LUISS, Pietro Ichino - Deputato e Membro della Commissione Lavoro, Walter Passerini - Direttore Io Lavoro, Tiziano Treu - Onorevole e Presidente della 11^ Commissione Permanente – Lavoro, previdenza sociale e Luigi Tivelli – Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. In affiancamento al Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, il Comitato dei Garanti, per il quale è già stata confermata la presenza del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti, il Presidente Autorità Garante della concorrenza e del mercato - Antonio Catricalà, il Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni, il Presidente di Telecom Italia - Gabriele Galateri, il Direttore Generale di Confindustria - Giampaolo Galli, l’Amministratore Delegato di Accor Services - Graziella Gavezotti, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - Federica Guidi, il Direttore di Rai Uno - Mauro Mazza, il Presidente di Manageritalia - Claudio Pasini, il Presidente di Confcommercio - Carlo Sangalli e il Presidente e Amministratore delegato di Manpower Italia - Stefano Scabbio. In tal modo il Premio vuole confermarsi come momento di fondamentale importanza per tutti gli attori che concorrono a definire il mercato del lavoro, e dare alle imprese italiane l’occasione per premiare storie di eccellenza particolarmente rappresentative, trasmettendo una visione positiva del mondo del lavoro. Anche importanti aziende nazionali e internazionali hanno scelto di sostenere questo obiettivo, fornendo i premi per i nove vincitori: in qualità di main sponsor, Accor Service e Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, che realizzerà gli oscar di premiazione, e Telecom Italia come sponsor. Importante partner internazionale è quest’anno anche Junior Achievement, associazione nonprofit che opera in favore del futuro professionale dei giovani, di cui il Premio per il Lavoro si fa sostenitore.
MP NEWS - Milano, 23/07/2009 - Oltre 4000 soggetti hanno risposto al sondaggio lanciato da Manpower sull’intenzione a voler mettere in regola i propri collaboratori domestici: il 47% si dichiara disposto a regolarizzare il personale "di casa", il 13% non intende farlo, il 33% esprime predisposizione a valutare la questione, mentre soltanto il 7% dichiara che il proprio collaboratore domestico è già regolarmente assunto. Milano, 23 luglio 2009 - Sarebbe disposto a mettere in regola il suo collaboratore domestico ottenendo, a fronte di un aumento dei costi, una maggiore sicurezza e una professionalità adeguata al ruolo? E’ questo il sondaggio lanciato da Manpower sul sito www.pitstoplavoro.it Esaminando i dati su base territoriale, emergono caratteristiche e peculiarità geografiche ben delineate: il 70% dei soggetti votanti che si sono dichiarati disposti a mettere in regola i propri collaboratori risiede nel Nord Italia, con una forte concentrazione nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il restante 30% è localizzato nel Centro e, in minoranza, nel Sud del Paese. Mentre la maggioranza degli utenti che hanno espresso intenzione opposta è risultata essere residente principalmente nel Sud della penisola. Ma come questi soggetti sarebbero disposti a regolarizzare la situazione? La carta servizi di Manpower - "Ora" - è una valida soluzione che buona parte degli utenti prenderebbe in seria considerazione. Caricata con ore di lavoro, la Card è destinata a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura (colf, badanti, baby sitter, dog sitter, giardiniere, piccoli lavori di manutenzione casalinga…) e che esigono un personale preparato e qualificato, potendo contare sulla sicurezza garantita da Manpower che provvede ad adempiere a tutti gli oneri di legge previsti da una regolare assunzione.
"La regolarizzazione di colf e badanti introdotta dal decreto sulla sicurezza prevede che ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e una badante, e i lavoratori regolarizzati avranno diritto allo stipendio con i relativi contributi previdenziali fissati dal contratto di categoria e dalle tabelle Inps" dichiara Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower "il servizio fornito dalla nostra Card nasce dalla stessa volontà di contribuire attivamente a mettere in regola e dare dignità retributiva a una comunità di lavoratori domestici che spesso svolgono il proprio lavoro non ‘protetti’, e allo stesso tempo garantire al datore di lavoro la sicurezza di un personale specializzato e adeguatamente formato per svolgere un determinato ruolo". L’esito del sondaggio sarà esaminato nel corso della puntata di Pit Stop Lavoro in onda domani 24 luglio alle ore 20.00 su Class CNBC (canale 505 di Sky TV). La questione del lavoro domestico in Italia, le ipotesi e le soluzioni per contrastare il lavoro nero tutelando il lavoratore e garantendo sicurezza e professionalità al datore di lavoro, saranno i temi affrontati in studio da Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl e Responsabile dipartimento Politiche migratorie, donne e giovani, Giovanni Sgritta, Sociologo e Direttore del dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università La Sapienza di Roma, Luca Solari, Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, con gli approfondimenti di Pietro Ichino, Giuslavorista e Parlamentare e, in collegamento da Roma, Antonio Mastrotpasqua, Presidente Inps. "ORA" - MANPOWER CARD "ORA" è la Carta Servizi di Manpower rivolta a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura e che esigono una pronta risposta alle esigenze che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. La Card consente di avere in sole 24 ore la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione richiesta, garantendo la sicurezza di un personale regolarmente formato, assunto e correttamente retribuito, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di legge. Queste le professionalità fornite: colf/addetta alle pulizie, badanti, baby sitter, dog sitter, cameriera/e, aiuto cuoco, giardiniere, tutto fare per piccoli lavori di manutenzione casalinga (piccole attività di imbiancatura, riparazione tapparelle…). "ORA" è caricata con ore di lavoro di cui il cliente usufruirà secondo le proprie necessità ed è attivabile contattando il numero verde 800 525205 - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 - mentre il ritiro della Card e il pagamento della stessa avvengono presso la filiale Manpower indicata al momento dell’attivazione. Presto sarà possibile caricare la Card anche online, collegandosi al sito www.manpowercard.it pagando l’importo scelto con carta di credito. Successivamente, per richiedere uno dei servizi suddetti, il cliente contatterà il numero verde al quale risponderà personale dedicato che provvederà in tempi brevi a soddisfare l’esigenza richiesta, supportato da una struttura che si occupa della selezione e della formazione del personale. Una volta scaricata, la Card potrà essere ricaricata con importi di diverso valore.
Sulle donne la Cgil promette battaglia. Il ministro del Welfare: «Aggiustamento età pensionabile in base all'aspettativa di vita è una misura solo eventuale». Incremento età pensionabile dal 2015. ROMA - Governo e parti sociali si sono riuniti a Palazzo Chigi per discutere della riforma delle pensioni che il governo intende introdurre nel decreto anti-crisi: equiparazione uomo-donna per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici dal 2018 e finestra mobile in relazione all'aspettativa di vita. E mentre la Commissione Ue plaude al primo punto, sul secondo arrivano delle correzioni di rotta. I sindacati sono divisi: Cisl e Uil plaudono al governo, mentre la Cgil fa muro e promette battaglia.
E il premier: "cordialità, rifletteremo" Roma - Dl sicurezza ancora nella bufera. Ha fatto discutere la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al governo e ai presidenti di Camera e Senato esprimendo una serie di critiche e perplessità sul pacchetto approvato dal parlamento il 2 luglio scorso e promulgato ieri dal Colle. Oggi sull'argomento è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando di "dubbi politicamente incisivi". Intanto il premier Berlusconi ribadisce la propria apertura e assicura: "Col Quirinale rapporti cordiali".
Le repliche al Quirinale Con una dichiarazione secca Fini giudica "politicamente incisiva" la lettera del Quirinale. E' troppo poco per poter affermare che la terza carica dello Stato voglia prendere le distanze dalla legge. Di certo la valutazione di Fini si va a aggiungere a quelle di altre voci del centrodestra che hanno sottolineato l'importanza di una seria riflessione sui rilievi formulati dal Capo dello Stato. Fini ha parlato nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera di Napolitano. Anche il presidente del Consiglio torna sull'argomento ricordando di aver già fatto un comunicato: "Faremo una riflessione, terremo conto delle osservazioni". Poi assicura: "Con Napolitano c’è un rapporto di estrema cordialità, assolutamente positivo che si manifesta come tale in tutte le occasioni". L'opposizione: "Il governo riferisca" L'opposizione fa quadrato attorno alla lettera del capo dello Stato e chiede al governo di riferire in Aula. Democratici, centristi e Italia dei valori hanno, infatti, chiesto che il governo riferisca sulla questione e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha replicato che l’esecutivo valuterà la richiesta delle opposizioni, anche se il comunicato diramato ieri sera da Palazzo Chigi esprime già chiaramente la posizione del governo. Il Pdl: "Scelta irrituale" Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri giudica "irrituale" la lettera del Capo dello Stato. "Non tanto per i contenuti quanto per lo strumento scelto dal presidente della Repubblica. Io - ha spiegato ancora Gasparri - non ho una visione museale e ipocrita della Costituzione. Sono favorevole a tutte le innovazioni e le novità, è aperto a qualsiasi confronto. Il gesto compiuto ieri dal presidente della repubblica è tipico di una repubblica presidenziale". Sulla stessa linea anche il vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "Il presidente della Repubblica ha trovato una via inedita ma giusta. Nel ddl sulla sicurezza ci sono molte cose contraddittorie ma anche alcune positive, come quelle che riguardano il contrasto alla criminalità organizzata". Anche secondo il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, le parole e le valutazioni del presidente della Repubblica "vanno rispettate sempre: sia quando vengono pronunciate in modo rituale, sia quando si manifestano in modo irrituale". "Ci sarà tempo e modo di riflettere sui suggerimenti di Napolitano. E l’occasione più vicina e giusta saranno i decreti attuativi del pacchetto sicurezza".
carcere da 1 a 6 anni per chi dichiara il falso Rischia il carcere da 1 a 6 anni chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione di colf e badanti. E' questa la principale novità prevista dall'emendamento del governo (targata Maroni e Sacconi) per la regolarizzazione di questo tipo di lavoratori presentato al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il testo conferma poi che il costo della regolarizzazione è di 500 euro per ciascun lavoratore.
Napolitano: per vera ripresa bisogna superare divario tra nord e sud, le istituzioni facciano di più ROMA - Non hanno più la valigia chiusa con lo spago, ma i meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del Mezzogiorno italiano "un caso unico in Europa", in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori "cervelli" a cercare fortuna al Centro-Nord. E' quanto segnala il rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
Napolitano: "Istituzioni facciano di più". In un messaggio inviato allo Svimez, il presidente della Repubblica sottolinea che deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto e superato. "La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese", afferma Napolitano. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, "offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale". Italia divisa in due. L'Italia, si legge nello studio, "continua a presentarsi come un paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, "sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all'emigrazione". In dieci anni partiti in 700mila. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il mezzogiorno. Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Oltre l'87% delle partenze ha origine da Puglia, Sicilia e Campania. In quest'ultima regione si registra l'emorragia più forte (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno. Pendolari di lungo raggio. Da considerare anche il fenomeno dei "pendolari di lungo raggio" che nel 2008 sono stati 173mila, 23mila in più rispetto al 2007. Persone residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, "cittadini a termine", come li definisce lo Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. Cittadini a termine. "Non lasciano la residenza - sottolinea la ricerca - generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, single, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l'assestamento nel mercato del lavoro". Le regioni che attraggono maggiormente questo genere di pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Le matricole scelgono gli atenei al nord. Rispetto ai primi anni 2000 sono aumentati i giovani meridionali trasferitisi al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. I laureati "eccellenti" abbandonano il Sud. In vistosa crescita le partenze dei laureati "eccellenti": nel 2004 se ne andava il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Fenomeno, quest'ultimo, che si spiega con il fatto che la mobilità geografica Sud-Nord permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno infatti incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% di quelli che restano nel Mezzogiorno non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di quelli che sono partiti dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni Poste italiane dovranno risarcire il destinatario di un telegramma recapitatogli in ritardo che perse un impiego, sia pur temporaneo, per questo motivo. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni, al quale il Comune di Milano aveva inviato un telegramma per convocarlo in relazione all'affidamento di un incarico lavorativo a tempo determinato.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato, ritenendo il Comune che l'interessato avesse personalmente rinunciato. il giudice Raimondo Mesiano, del tribunale civile di Milano, valutata la sussistenza del disservizio, ha condannato le Poste a pagare 3mila 800 euro e a fare fronte alle spese di giudizio nella misura di altri 3mila 900 euro.
"Ora": la card che semplifica la vita alle famiglie milanesi L’analisi dei fundamentals (PIL, occupazione, produzione industriale) in abbinamento a dati meno diretti ma comunque esplicativi della situazione economica disegnano un quadro congiunturale ancora negativo.
Questa crisi, il cui inizio si può collocare nel quarto trimestre 2008, ha avuto un impatto notevole sull’industria (soprattutto di base) mettendo in difficoltà anche la maggior parte delle imprese del terziario, più o meno direttamente, connesse al comparto industriale. Tra queste le Agenzie per il Lavoro hanno accusato pesantemente l’indebolimento del ciclo economico strette nella morsa costituita dal calo della produzione industriale (principale mercato di riferimento) e dell’occupazione (loro core business). Tipicamente ‘confinate’ nella fascia di mercato B2B (business to business), le Agenzie per il Lavoro sono state interessate, nel periodo tra fine 2008 e inizio 2009, da ristrutturazioni, piani di recupero, gestione di esuberi per cercare di attraversare con minor rischi e costi possibili 'la bufera'. Ecco che Manpower, uno dei principali datori di lavoro privati al mondo, in Italia 450 filiali e circa 2.000 dipendenti, dopo aver attraversato una fase di ristrutturazione con tanto di accordo sindacale per circa 199 esuberi; prima tra le Agenzie per il Lavoro operanti in Italia, ‘aggredisce’ il mercato B2C (business to consumer), proprio al fine di bilanciare le perdite originate dalla crisi industriale e rimodulare il proprio portfolio a vantaggio della stabilità produttiva. Il veicolo è rappresentato da un’innovativa e accattivante card denominata “ORA”, in distribuzione a Milano, rivolta proprio alle famiglie ed ai privati in genere, interessati a usufruire di servizi domestici vari in piena regolarità e sicurezza. Si tratta di una carta servizi che consente di avere, in sole 24 ore, la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione necessaria (colf/addetta alle pulizie, aiuto cuoco, cameriera/e, giardiniere, piccoli lavori casalinghi, affiancamento anziani, baby sitting, dog sitting…). La Card “ORA” è caricata con ore di lavoro usufruibili secondo le proprie necessità, attivabile mediante un numero verde (800 525205) o il sito internet www.manpowercard.it. La gestione di questa ‘business branch’ di Manpower è stata affidata ad uno specifico team dedicato alle attività di valutazione, selezione e formazione dei lavoratori collegati al progetto ed all’assistenza clienti, supportato comunque dalle filiali distribuite sul territorio, presso cui sarà possibile ritirare la propria Card “ORA”
«Da più di un anno stavamo discutendo della questione badanti. Non riguarda la totalità degli irregolari» ROMA - No a sanatorie per le badanti, sì all’emersione del lavoro domestico in nero. Sulla misura che il governo si appresta a proporre in parlamento si è cominciato a discutere sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri nel maggio del 2008 a Napoli. Roberto Maroni, responsabile dell’Interno, illustra il provvedimento dopo l’intesa raggiunta con il collega del Welfare Maurizio Sacconi.
Può spiegare i termini dell’intesa? «Se ne parla da più di un anno. Al primo Consiglio dei ministri si affrontò l’argomento badanti quando approvammo il pacchetto sicurezza. E decidemmo su mia proposta che prima di prendere qualsiasi provvedimento su regolarizzazioni, sanatorie e questioni del genere bisognava chiudere il pacchetto sicurezza nella sua interezza». Il pacchetto è stato approvato e il resto? «Fissati rigore e regole per il contrasto all’immigrazione clandestina adesso ci apprestiamo ad adottare gli altri provvedimenti. Quando Carlo Giovanardi è uscito con quella dichiarazione, un’ora prima io e Sacconi c’eravamo sentiti dicendo: 'domani i nostri si vedono e cominciano ad affrontare la questione badanti'. È insomma una cosa meditata e non deriva da qualche improvvida dichiarazione fatta tizio, caio e sempronio. E poi va dato a Cesare quel che è di Cesare. Questa è un’iniziativa che ha fortemente voluto Sacconi. Solo la propaganda politica ha oscurato il suo ruolo. Ma è un’iniziativa che era nel suo cassetto e che io ho sempre condiviso. Mai si è parlato di sanatoria». A chi è rivolta? «Alle famiglie con badanti o con colf, a prescindere della nazionalità della persona. Quindi non un provvedimento rivolto agli extracomunitarii ma a coloro che svolgono questo lavoro e che non sono in regola. Vale per italiani, comunitari ed extracomunitarii. Gli italiani e i comunitari si iscrivono all’Inps, mentre gli extracomunitarii oltre a fare questo otterranno la concessione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a certe condizioni. Insisto: il provvedimento è rivolto a tutti e ha la finalità di regolarizzare il lavoro domestico irregolare». Gli irregolari di cui parla lei appartengono al gruppo di quelli hanno fatto richiesta ma non è stata accolta? «No. Il datore di lavoro denuncia la situazione, paga un contributo all’Inps corrispondente a tre mesi pregressi, andando a ritroso dal 30 giugno, sottoscrive un contratto di colf o di badante e, se si tratta di un cittadino extracomunitario, presenta anche la dichiarazione allo sportello unico dell’immigrazione. Così alla persona viene dato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro». Quando entrerà in vigore questa nuova normativa? «Dipende dal Parlamento, penso che verrà proposta nel decreto anticrisi...». Chi la proporrà? «Il relatore o il governo la prossima settimana. Si stanno definendo gli ultimi dettagli dal punto di vista delle coperture con il ministero dell’Economia. E’ un intervento a sostegno delle famiglie perché riteniamo che questo tipo di lavoro abbia una forte valenza sociale e per questo meriti un provvedimento specifico. Per evitare trucchi e per evitare di dare lavoro a chi non fa la badante e non fa la colf i datori di lavoro non cittadini italiani devono avere il requisito della permanenza in Italia di almeno cinque anni». Dalle sue parole sembra si sia trattato di una tempesta in bicchiere d’acqua, possibile che tutti da Giovanardi alla Chiesa abbiano preso un abbaglio? «Certo è stata una tempesta in un bicchiere d’acqua». L’Udc commenta l’accordo con un 'il governo ha fatto marcia indietro'... «Non mi perdo dietro a questo tipo di commenti. L’unico contributo che l’Udc ha dato in questi anni alla lotta all’immigrazione clandestina è stato quando, qualche anno fa, Casini propose di prendere a mitragliate i barconi che arrivano in Italia. Che io mi ricordi l’unica proposta è stata questa. Quindi non mi pare particolarmente significativo il commento dell’Udc su questo tema». La Cgil sostiene che occorre regolarizzare tutti. «Noi invece vogliamo fare emergere il lavoro nero domestico e siamo contrari alle sanatorie generalizzate perché il patto europeo su immigrazione e asilo prevede che non se ne facciano più. E il nostro provvedimento è coerente con le norme europee». Il rigore sopra ogni altra considerazione. «L’ha detto benissimo Sacconi: chiuso il capitolo del rigore accompagniamo il pacchetto sicurezza con una misura eccezionale che riguarda le famiglia. Insomma l’esatto contrario di una retromarcia». Quanti sono le colf e le badanti? «Abbiamo delle stime che sono diverse da quei dati che sono diffusi a casaccio dalla Cgil, perché ci mettono dentro rumene e polacche che non sono più extracomunitarie. I dati significativi saranno quelli che verranno forniti dall’Inps». Ci sono alcuni parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato che invocano una regolarizzazione per quanti non sono riusciti ad ottenerla facendo la domanda all’epoca del decreto flussi 2008. «Questa è una sanatoria e il governo è contrario. E poi proposte di questa fatta contrastano con il programma del Pdl più Lega dove c’è scritto: 'no a sanatorie'».
Al via alla terza edizione del Premio per il Lavoro
Aperto il bando di partecipazione al Premio per il Lavoro Dal 2 settembre al 20 ottobre le aziende potranno candidare on-line i propri lavoratori direttamente dal sito del Premio Milano, 1 settembre 2009 – Si apre domani 2 settembre il bando del Premio per il Lavoro – Riconosciamo l’eccellenza, l’iniziativa ideata da Manpower Italia, con cui le aziende italiane premiano l’impegno e il talento dei lavoratori, che giunge nel 2009 alla sua terza edizione. La partecipazione si svolge in forma totalmente gratuita: le aziende hanno quindi tempo fino al 20 ottobre per collegarsi al sito del Premio – www.premioperillavoro.it – iscriversi e completare direttamente on-line la candidatura dei propri dipendenti e collaboratori. Mettere le persone al centro in quanto protagoniste del tessuto imprenditoriale, questo il principale obiettivo dell’iniziativa, per la quale si rinnova anche quest’anno la partnership di Manpower Italia con i Giovani Imprenditori di Confindustria e Manageritalia, insieme in qualità di promotori del Premio. Un periodo di difficile congiuntura economica quello che il sistema economico sta attraversando, in cui ancora di più si evidenzia l’importanza di dare valore agli elementi portanti dell’impresa, le persone che ci lavorano ogni giorno. Il Premio si propone quindi di stimolare le aziende all’analisi delle capacità dei singoli lavoratori come chiave di reazione, riaffermando fortemente l’etica come principale forza motrice dello sviluppo economico aziendale. Ormai considerato momento di riferimento per il settore, la nuova edizione del Premio si apre sotto le insegne dei più importanti patrocini governativi e amministrativi: l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato Italiano, della Camera dei Deputati e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme al Patronato della Regione Lombardia. Già in fase di definizione anche i dettagli dell’evento finale, che quest’anno si svolgerà i primi di dicembre a Milano, capitale dell’imprenditoria italiana (Roma è stata la sede delle precedenti edizioni). Un evento che lascia le spoglie della tradizionale cerimonia di premiazione e si veste dei fasti del varietà: grandi presentatori e celebri ospiti, massimi rappresentanti della musica, della cultura e dello spettacolo italiani ricostruiranno insieme le storie di piccoli e grandi eroi del lavoro, di ieri e di oggi. Nove i vincitori che saliranno sul palco a ritirare il premio come miglior Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Collaboratore esterno, Lavoratore straniero in Italia e Lavoratore italiano all’estero. Alle consolidate categorie si aggiunge con la nuova edizione il Premio speciale per il Lavoratore dell’anno, che andrà ad uno degli otto premiati nazionali, colui che maggiormente avrà saputo contribuire con il proprio operato a sostenere l’azienda nell’attraversamento della crisi. Orientamento ai risultati, capacità di lavorare in team, comportamenti organizzativi, senso di responsabilità, problem solving, capacità di innovazione e doti di leadership sono solo alcuni dei criteri che guideranno nella selezione i venti Comitati Tecnico-Scientifici Locali, che avranno il compito di individuare un vincitore locale per ciascuna delle 8 categorie premiate. I profili selezionati a livello territoriale saranno valutati dal Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, che definirà il vincitore nazionale di ogni categoria. In particolare, hanno già confermato la loro adesione in qualità di membri Antonio Marzano - Presidente C.N.E.L, che svolgerà il ruolo di Presidente, Ferruccio De Bortoli - Direttore de Il Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli - Direttore Generale LUISS, Pietro Ichino - Deputato e Membro della Commissione Lavoro, Walter Passerini - Direttore Io Lavoro, Tiziano Treu - Onorevole e Presidente della 11^ Commissione Permanente – Lavoro, previdenza sociale e Luigi Tivelli – Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. In affiancamento al Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, il Comitato dei Garanti, per il quale è già stata confermata la presenza del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti, il Presidente Autorità Garante della concorrenza e del mercato - Antonio Catricalà, il Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni, il Presidente di Telecom Italia - Gabriele Galateri, il Direttore Generale di Confindustria - Giampaolo Galli, l’Amministratore Delegato di Accor Services - Graziella Gavezotti, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - Federica Guidi, il Direttore di Rai Uno - Mauro Mazza, il Presidente di Manageritalia - Claudio Pasini, il Presidente di Confcommercio - Carlo Sangalli e il Presidente e Amministratore delegato di Manpower Italia - Stefano Scabbio. In tal modo il Premio vuole confermarsi come momento di fondamentale importanza per tutti gli attori che concorrono a definire il mercato del lavoro, e dare alle imprese italiane l’occasione per premiare storie di eccellenza particolarmente rappresentative, trasmettendo una visione positiva del mondo del lavoro. Anche importanti aziende nazionali e internazionali hanno scelto di sostenere questo obiettivo, fornendo i premi per i nove vincitori: in qualità di main sponsor, Accor Service e Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, che realizzerà gli oscar di premiazione, e Telecom Italia come sponsor. Importante partner internazionale è quest’anno anche Junior Achievement, associazione nonprofit che opera in favore del futuro professionale dei giovani, di cui il Premio per il Lavoro si fa sostenitore.
MP NEWS - Milano, 23/07/2009 - Oltre 4000 soggetti hanno risposto al sondaggio lanciato da Manpower sull’intenzione a voler mettere in regola i propri collaboratori domestici: il 47% si dichiara disposto a regolarizzare il personale "di casa", il 13% non intende farlo, il 33% esprime predisposizione a valutare la questione, mentre soltanto il 7% dichiara che il proprio collaboratore domestico è già regolarmente assunto. Milano, 23 luglio 2009 - Sarebbe disposto a mettere in regola il suo collaboratore domestico ottenendo, a fronte di un aumento dei costi, una maggiore sicurezza e una professionalità adeguata al ruolo? E’ questo il sondaggio lanciato da Manpower sul sito www.pitstoplavoro.it Esaminando i dati su base territoriale, emergono caratteristiche e peculiarità geografiche ben delineate: il 70% dei soggetti votanti che si sono dichiarati disposti a mettere in regola i propri collaboratori risiede nel Nord Italia, con una forte concentrazione nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il restante 30% è localizzato nel Centro e, in minoranza, nel Sud del Paese. Mentre la maggioranza degli utenti che hanno espresso intenzione opposta è risultata essere residente principalmente nel Sud della penisola. Ma come questi soggetti sarebbero disposti a regolarizzare la situazione? La carta servizi di Manpower - "Ora" - è una valida soluzione che buona parte degli utenti prenderebbe in seria considerazione. Caricata con ore di lavoro, la Card è destinata a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura (colf, badanti, baby sitter, dog sitter, giardiniere, piccoli lavori di manutenzione casalinga…) e che esigono un personale preparato e qualificato, potendo contare sulla sicurezza garantita da Manpower che provvede ad adempiere a tutti gli oneri di legge previsti da una regolare assunzione.
"La regolarizzazione di colf e badanti introdotta dal decreto sulla sicurezza prevede che ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e una badante, e i lavoratori regolarizzati avranno diritto allo stipendio con i relativi contributi previdenziali fissati dal contratto di categoria e dalle tabelle Inps" dichiara Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower "il servizio fornito dalla nostra Card nasce dalla stessa volontà di contribuire attivamente a mettere in regola e dare dignità retributiva a una comunità di lavoratori domestici che spesso svolgono il proprio lavoro non ‘protetti’, e allo stesso tempo garantire al datore di lavoro la sicurezza di un personale specializzato e adeguatamente formato per svolgere un determinato ruolo". L’esito del sondaggio sarà esaminato nel corso della puntata di Pit Stop Lavoro in onda domani 24 luglio alle ore 20.00 su Class CNBC (canale 505 di Sky TV). La questione del lavoro domestico in Italia, le ipotesi e le soluzioni per contrastare il lavoro nero tutelando il lavoratore e garantendo sicurezza e professionalità al datore di lavoro, saranno i temi affrontati in studio da Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl e Responsabile dipartimento Politiche migratorie, donne e giovani, Giovanni Sgritta, Sociologo e Direttore del dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università La Sapienza di Roma, Luca Solari, Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, con gli approfondimenti di Pietro Ichino, Giuslavorista e Parlamentare e, in collegamento da Roma, Antonio Mastrotpasqua, Presidente Inps. "ORA" - MANPOWER CARD "ORA" è la Carta Servizi di Manpower rivolta a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura e che esigono una pronta risposta alle esigenze che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. La Card consente di avere in sole 24 ore la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione richiesta, garantendo la sicurezza di un personale regolarmente formato, assunto e correttamente retribuito, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di legge. Queste le professionalità fornite: colf/addetta alle pulizie, badanti, baby sitter, dog sitter, cameriera/e, aiuto cuoco, giardiniere, tutto fare per piccoli lavori di manutenzione casalinga (piccole attività di imbiancatura, riparazione tapparelle…). "ORA" è caricata con ore di lavoro di cui il cliente usufruirà secondo le proprie necessità ed è attivabile contattando il numero verde 800 525205 - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 - mentre il ritiro della Card e il pagamento della stessa avvengono presso la filiale Manpower indicata al momento dell’attivazione. Presto sarà possibile caricare la Card anche online, collegandosi al sito www.manpowercard.it pagando l’importo scelto con carta di credito. Successivamente, per richiedere uno dei servizi suddetti, il cliente contatterà il numero verde al quale risponderà personale dedicato che provvederà in tempi brevi a soddisfare l’esigenza richiesta, supportato da una struttura che si occupa della selezione e della formazione del personale. Una volta scaricata, la Card potrà essere ricaricata con importi di diverso valore.
Sulle donne la Cgil promette battaglia. Il ministro del Welfare: «Aggiustamento età pensionabile in base all'aspettativa di vita è una misura solo eventuale». Incremento età pensionabile dal 2015. ROMA - Governo e parti sociali si sono riuniti a Palazzo Chigi per discutere della riforma delle pensioni che il governo intende introdurre nel decreto anti-crisi: equiparazione uomo-donna per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici dal 2018 e finestra mobile in relazione all'aspettativa di vita. E mentre la Commissione Ue plaude al primo punto, sul secondo arrivano delle correzioni di rotta. I sindacati sono divisi: Cisl e Uil plaudono al governo, mentre la Cgil fa muro e promette battaglia.
E il premier: "cordialità, rifletteremo" Roma - Dl sicurezza ancora nella bufera. Ha fatto discutere la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al governo e ai presidenti di Camera e Senato esprimendo una serie di critiche e perplessità sul pacchetto approvato dal parlamento il 2 luglio scorso e promulgato ieri dal Colle. Oggi sull'argomento è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando di "dubbi politicamente incisivi". Intanto il premier Berlusconi ribadisce la propria apertura e assicura: "Col Quirinale rapporti cordiali".
Le repliche al Quirinale Con una dichiarazione secca Fini giudica "politicamente incisiva" la lettera del Quirinale. E' troppo poco per poter affermare che la terza carica dello Stato voglia prendere le distanze dalla legge. Di certo la valutazione di Fini si va a aggiungere a quelle di altre voci del centrodestra che hanno sottolineato l'importanza di una seria riflessione sui rilievi formulati dal Capo dello Stato. Fini ha parlato nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera di Napolitano. Anche il presidente del Consiglio torna sull'argomento ricordando di aver già fatto un comunicato: "Faremo una riflessione, terremo conto delle osservazioni". Poi assicura: "Con Napolitano c’è un rapporto di estrema cordialità, assolutamente positivo che si manifesta come tale in tutte le occasioni". L'opposizione: "Il governo riferisca" L'opposizione fa quadrato attorno alla lettera del capo dello Stato e chiede al governo di riferire in Aula. Democratici, centristi e Italia dei valori hanno, infatti, chiesto che il governo riferisca sulla questione e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha replicato che l’esecutivo valuterà la richiesta delle opposizioni, anche se il comunicato diramato ieri sera da Palazzo Chigi esprime già chiaramente la posizione del governo. Il Pdl: "Scelta irrituale" Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri giudica "irrituale" la lettera del Capo dello Stato. "Non tanto per i contenuti quanto per lo strumento scelto dal presidente della Repubblica. Io - ha spiegato ancora Gasparri - non ho una visione museale e ipocrita della Costituzione. Sono favorevole a tutte le innovazioni e le novità, è aperto a qualsiasi confronto. Il gesto compiuto ieri dal presidente della repubblica è tipico di una repubblica presidenziale". Sulla stessa linea anche il vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "Il presidente della Repubblica ha trovato una via inedita ma giusta. Nel ddl sulla sicurezza ci sono molte cose contraddittorie ma anche alcune positive, come quelle che riguardano il contrasto alla criminalità organizzata". Anche secondo il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, le parole e le valutazioni del presidente della Repubblica "vanno rispettate sempre: sia quando vengono pronunciate in modo rituale, sia quando si manifestano in modo irrituale". "Ci sarà tempo e modo di riflettere sui suggerimenti di Napolitano. E l’occasione più vicina e giusta saranno i decreti attuativi del pacchetto sicurezza".
carcere da 1 a 6 anni per chi dichiara il falso Rischia il carcere da 1 a 6 anni chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione di colf e badanti. E' questa la principale novità prevista dall'emendamento del governo (targata Maroni e Sacconi) per la regolarizzazione di questo tipo di lavoratori presentato al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il testo conferma poi che il costo della regolarizzazione è di 500 euro per ciascun lavoratore.
Napolitano: per vera ripresa bisogna superare divario tra nord e sud, le istituzioni facciano di più ROMA - Non hanno più la valigia chiusa con lo spago, ma i meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del Mezzogiorno italiano "un caso unico in Europa", in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori "cervelli" a cercare fortuna al Centro-Nord. E' quanto segnala il rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
Napolitano: "Istituzioni facciano di più". In un messaggio inviato allo Svimez, il presidente della Repubblica sottolinea che deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto e superato. "La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese", afferma Napolitano. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, "offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale". Italia divisa in due. L'Italia, si legge nello studio, "continua a presentarsi come un paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, "sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all'emigrazione". In dieci anni partiti in 700mila. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il mezzogiorno. Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Oltre l'87% delle partenze ha origine da Puglia, Sicilia e Campania. In quest'ultima regione si registra l'emorragia più forte (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno. Pendolari di lungo raggio. Da considerare anche il fenomeno dei "pendolari di lungo raggio" che nel 2008 sono stati 173mila, 23mila in più rispetto al 2007. Persone residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, "cittadini a termine", come li definisce lo Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. Cittadini a termine. "Non lasciano la residenza - sottolinea la ricerca - generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, single, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l'assestamento nel mercato del lavoro". Le regioni che attraggono maggiormente questo genere di pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Le matricole scelgono gli atenei al nord. Rispetto ai primi anni 2000 sono aumentati i giovani meridionali trasferitisi al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. I laureati "eccellenti" abbandonano il Sud. In vistosa crescita le partenze dei laureati "eccellenti": nel 2004 se ne andava il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Fenomeno, quest'ultimo, che si spiega con il fatto che la mobilità geografica Sud-Nord permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno infatti incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% di quelli che restano nel Mezzogiorno non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di quelli che sono partiti dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni Poste italiane dovranno risarcire il destinatario di un telegramma recapitatogli in ritardo che perse un impiego, sia pur temporaneo, per questo motivo. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni, al quale il Comune di Milano aveva inviato un telegramma per convocarlo in relazione all'affidamento di un incarico lavorativo a tempo determinato.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato, ritenendo il Comune che l'interessato avesse personalmente rinunciato. il giudice Raimondo Mesiano, del tribunale civile di Milano, valutata la sussistenza del disservizio, ha condannato le Poste a pagare 3mila 800 euro e a fare fronte alle spese di giudizio nella misura di altri 3mila 900 euro.
"Ora": la card che semplifica la vita alle famiglie milanesi L’analisi dei fundamentals (PIL, occupazione, produzione industriale) in abbinamento a dati meno diretti ma comunque esplicativi della situazione economica disegnano un quadro congiunturale ancora negativo.
Questa crisi, il cui inizio si può collocare nel quarto trimestre 2008, ha avuto un impatto notevole sull’industria (soprattutto di base) mettendo in difficoltà anche la maggior parte delle imprese del terziario, più o meno direttamente, connesse al comparto industriale. Tra queste le Agenzie per il Lavoro hanno accusato pesantemente l’indebolimento del ciclo economico strette nella morsa costituita dal calo della produzione industriale (principale mercato di riferimento) e dell’occupazione (loro core business). Tipicamente ‘confinate’ nella fascia di mercato B2B (business to business), le Agenzie per il Lavoro sono state interessate, nel periodo tra fine 2008 e inizio 2009, da ristrutturazioni, piani di recupero, gestione di esuberi per cercare di attraversare con minor rischi e costi possibili 'la bufera'. Ecco che Manpower, uno dei principali datori di lavoro privati al mondo, in Italia 450 filiali e circa 2.000 dipendenti, dopo aver attraversato una fase di ristrutturazione con tanto di accordo sindacale per circa 199 esuberi; prima tra le Agenzie per il Lavoro operanti in Italia, ‘aggredisce’ il mercato B2C (business to consumer), proprio al fine di bilanciare le perdite originate dalla crisi industriale e rimodulare il proprio portfolio a vantaggio della stabilità produttiva. Il veicolo è rappresentato da un’innovativa e accattivante card denominata “ORA”, in distribuzione a Milano, rivolta proprio alle famiglie ed ai privati in genere, interessati a usufruire di servizi domestici vari in piena regolarità e sicurezza. Si tratta di una carta servizi che consente di avere, in sole 24 ore, la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione necessaria (colf/addetta alle pulizie, aiuto cuoco, cameriera/e, giardiniere, piccoli lavori casalinghi, affiancamento anziani, baby sitting, dog sitting…). La Card “ORA” è caricata con ore di lavoro usufruibili secondo le proprie necessità, attivabile mediante un numero verde (800 525205) o il sito internet www.manpowercard.it. La gestione di questa ‘business branch’ di Manpower è stata affidata ad uno specifico team dedicato alle attività di valutazione, selezione e formazione dei lavoratori collegati al progetto ed all’assistenza clienti, supportato comunque dalle filiali distribuite sul territorio, presso cui sarà possibile ritirare la propria Card “ORA”
«Da più di un anno stavamo discutendo della questione badanti. Non riguarda la totalità degli irregolari» ROMA - No a sanatorie per le badanti, sì all’emersione del lavoro domestico in nero. Sulla misura che il governo si appresta a proporre in parlamento si è cominciato a discutere sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri nel maggio del 2008 a Napoli. Roberto Maroni, responsabile dell’Interno, illustra il provvedimento dopo l’intesa raggiunta con il collega del Welfare Maurizio Sacconi.
Può spiegare i termini dell’intesa? «Se ne parla da più di un anno. Al primo Consiglio dei ministri si affrontò l’argomento badanti quando approvammo il pacchetto sicurezza. E decidemmo su mia proposta che prima di prendere qualsiasi provvedimento su regolarizzazioni, sanatorie e questioni del genere bisognava chiudere il pacchetto sicurezza nella sua interezza». Il pacchetto è stato approvato e il resto? «Fissati rigore e regole per il contrasto all’immigrazione clandestina adesso ci apprestiamo ad adottare gli altri provvedimenti. Quando Carlo Giovanardi è uscito con quella dichiarazione, un’ora prima io e Sacconi c’eravamo sentiti dicendo: 'domani i nostri si vedono e cominciano ad affrontare la questione badanti'. È insomma una cosa meditata e non deriva da qualche improvvida dichiarazione fatta tizio, caio e sempronio. E poi va dato a Cesare quel che è di Cesare. Questa è un’iniziativa che ha fortemente voluto Sacconi. Solo la propaganda politica ha oscurato il suo ruolo. Ma è un’iniziativa che era nel suo cassetto e che io ho sempre condiviso. Mai si è parlato di sanatoria». A chi è rivolta? «Alle famiglie con badanti o con colf, a prescindere della nazionalità della persona. Quindi non un provvedimento rivolto agli extracomunitarii ma a coloro che svolgono questo lavoro e che non sono in regola. Vale per italiani, comunitari ed extracomunitarii. Gli italiani e i comunitari si iscrivono all’Inps, mentre gli extracomunitarii oltre a fare questo otterranno la concessione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a certe condizioni. Insisto: il provvedimento è rivolto a tutti e ha la finalità di regolarizzare il lavoro domestico irregolare». Gli irregolari di cui parla lei appartengono al gruppo di quelli hanno fatto richiesta ma non è stata accolta? «No. Il datore di lavoro denuncia la situazione, paga un contributo all’Inps corrispondente a tre mesi pregressi, andando a ritroso dal 30 giugno, sottoscrive un contratto di colf o di badante e, se si tratta di un cittadino extracomunitario, presenta anche la dichiarazione allo sportello unico dell’immigrazione. Così alla persona viene dato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro». Quando entrerà in vigore questa nuova normativa? «Dipende dal Parlamento, penso che verrà proposta nel decreto anticrisi...». Chi la proporrà? «Il relatore o il governo la prossima settimana. Si stanno definendo gli ultimi dettagli dal punto di vista delle coperture con il ministero dell’Economia. E’ un intervento a sostegno delle famiglie perché riteniamo che questo tipo di lavoro abbia una forte valenza sociale e per questo meriti un provvedimento specifico. Per evitare trucchi e per evitare di dare lavoro a chi non fa la badante e non fa la colf i datori di lavoro non cittadini italiani devono avere il requisito della permanenza in Italia di almeno cinque anni». Dalle sue parole sembra si sia trattato di una tempesta in bicchiere d’acqua, possibile che tutti da Giovanardi alla Chiesa abbiano preso un abbaglio? «Certo è stata una tempesta in un bicchiere d’acqua». L’Udc commenta l’accordo con un 'il governo ha fatto marcia indietro'... «Non mi perdo dietro a questo tipo di commenti. L’unico contributo che l’Udc ha dato in questi anni alla lotta all’immigrazione clandestina è stato quando, qualche anno fa, Casini propose di prendere a mitragliate i barconi che arrivano in Italia. Che io mi ricordi l’unica proposta è stata questa. Quindi non mi pare particolarmente significativo il commento dell’Udc su questo tema». La Cgil sostiene che occorre regolarizzare tutti. «Noi invece vogliamo fare emergere il lavoro nero domestico e siamo contrari alle sanatorie generalizzate perché il patto europeo su immigrazione e asilo prevede che non se ne facciano più. E il nostro provvedimento è coerente con le norme europee». Il rigore sopra ogni altra considerazione. «L’ha detto benissimo Sacconi: chiuso il capitolo del rigore accompagniamo il pacchetto sicurezza con una misura eccezionale che riguarda le famiglia. Insomma l’esatto contrario di una retromarcia». Quanti sono le colf e le badanti? «Abbiamo delle stime che sono diverse da quei dati che sono diffusi a casaccio dalla Cgil, perché ci mettono dentro rumene e polacche che non sono più extracomunitarie. I dati significativi saranno quelli che verranno forniti dall’Inps». Ci sono alcuni parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato che invocano una regolarizzazione per quanti non sono riusciti ad ottenerla facendo la domanda all’epoca del decreto flussi 2008. «Questa è una sanatoria e il governo è contrario. E poi proposte di questa fatta contrastano con il programma del Pdl più Lega dove c’è scritto: 'no a sanatorie'».
Al via alla terza edizione del Premio per il Lavoro
Aperto il bando di partecipazione al Premio per il Lavoro Dal 2 settembre al 20 ottobre le aziende potranno candidare on-line i propri lavoratori direttamente dal sito del Premio Milano, 1 settembre 2009 – Si apre domani 2 settembre il bando del Premio per il Lavoro – Riconosciamo l’eccellenza, l’iniziativa ideata da Manpower Italia, con cui le aziende italiane premiano l’impegno e il talento dei lavoratori, che giunge nel 2009 alla sua terza edizione. La partecipazione si svolge in forma totalmente gratuita: le aziende hanno quindi tempo fino al 20 ottobre per collegarsi al sito del Premio – www.premioperillavoro.it – iscriversi e completare direttamente on-line la candidatura dei propri dipendenti e collaboratori. Mettere le persone al centro in quanto protagoniste del tessuto imprenditoriale, questo il principale obiettivo dell’iniziativa, per la quale si rinnova anche quest’anno la partnership di Manpower Italia con i Giovani Imprenditori di Confindustria e Manageritalia, insieme in qualità di promotori del Premio. Un periodo di difficile congiuntura economica quello che il sistema economico sta attraversando, in cui ancora di più si evidenzia l’importanza di dare valore agli elementi portanti dell’impresa, le persone che ci lavorano ogni giorno. Il Premio si propone quindi di stimolare le aziende all’analisi delle capacità dei singoli lavoratori come chiave di reazione, riaffermando fortemente l’etica come principale forza motrice dello sviluppo economico aziendale. Ormai considerato momento di riferimento per il settore, la nuova edizione del Premio si apre sotto le insegne dei più importanti patrocini governativi e amministrativi: l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato Italiano, della Camera dei Deputati e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, insieme al Patronato della Regione Lombardia. Già in fase di definizione anche i dettagli dell’evento finale, che quest’anno si svolgerà i primi di dicembre a Milano, capitale dell’imprenditoria italiana (Roma è stata la sede delle precedenti edizioni). Un evento che lascia le spoglie della tradizionale cerimonia di premiazione e si veste dei fasti del varietà: grandi presentatori e celebri ospiti, massimi rappresentanti della musica, della cultura e dello spettacolo italiani ricostruiranno insieme le storie di piccoli e grandi eroi del lavoro, di ieri e di oggi. Nove i vincitori che saliranno sul palco a ritirare il premio come miglior Operaio, Impiegato, Quadro, Dirigente, HR Manager, Collaboratore esterno, Lavoratore straniero in Italia e Lavoratore italiano all’estero. Alle consolidate categorie si aggiunge con la nuova edizione il Premio speciale per il Lavoratore dell’anno, che andrà ad uno degli otto premiati nazionali, colui che maggiormente avrà saputo contribuire con il proprio operato a sostenere l’azienda nell’attraversamento della crisi. Orientamento ai risultati, capacità di lavorare in team, comportamenti organizzativi, senso di responsabilità, problem solving, capacità di innovazione e doti di leadership sono solo alcuni dei criteri che guideranno nella selezione i venti Comitati Tecnico-Scientifici Locali, che avranno il compito di individuare un vincitore locale per ciascuna delle 8 categorie premiate. I profili selezionati a livello territoriale saranno valutati dal Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, che definirà il vincitore nazionale di ogni categoria. In particolare, hanno già confermato la loro adesione in qualità di membri Antonio Marzano - Presidente C.N.E.L, che svolgerà il ruolo di Presidente, Ferruccio De Bortoli - Direttore de Il Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli - Direttore Generale LUISS, Pietro Ichino - Deputato e Membro della Commissione Lavoro, Walter Passerini - Direttore Io Lavoro, Tiziano Treu - Onorevole e Presidente della 11^ Commissione Permanente – Lavoro, previdenza sociale e Luigi Tivelli – Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati. In affiancamento al Comitato Tecnico-Scientifico Centrale, il Comitato dei Garanti, per il quale è già stata confermata la presenza del Segretario Generale UIL Luigi Angeletti, il Presidente Autorità Garante della concorrenza e del mercato - Antonio Catricalà, il Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni, il Presidente di Telecom Italia - Gabriele Galateri, il Direttore Generale di Confindustria - Giampaolo Galli, l’Amministratore Delegato di Accor Services - Graziella Gavezotti, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria - Federica Guidi, il Direttore di Rai Uno - Mauro Mazza, il Presidente di Manageritalia - Claudio Pasini, il Presidente di Confcommercio - Carlo Sangalli e il Presidente e Amministratore delegato di Manpower Italia - Stefano Scabbio. In tal modo il Premio vuole confermarsi come momento di fondamentale importanza per tutti gli attori che concorrono a definire il mercato del lavoro, e dare alle imprese italiane l’occasione per premiare storie di eccellenza particolarmente rappresentative, trasmettendo una visione positiva del mondo del lavoro. Anche importanti aziende nazionali e internazionali hanno scelto di sostenere questo obiettivo, fornendo i premi per i nove vincitori: in qualità di main sponsor, Accor Service e Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, che realizzerà gli oscar di premiazione, e Telecom Italia come sponsor. Importante partner internazionale è quest’anno anche Junior Achievement, associazione nonprofit che opera in favore del futuro professionale dei giovani, di cui il Premio per il Lavoro si fa sostenitore.
MP NEWS - Milano, 23/07/2009 - Oltre 4000 soggetti hanno risposto al sondaggio lanciato da Manpower sull’intenzione a voler mettere in regola i propri collaboratori domestici: il 47% si dichiara disposto a regolarizzare il personale "di casa", il 13% non intende farlo, il 33% esprime predisposizione a valutare la questione, mentre soltanto il 7% dichiara che il proprio collaboratore domestico è già regolarmente assunto. Milano, 23 luglio 2009 - Sarebbe disposto a mettere in regola il suo collaboratore domestico ottenendo, a fronte di un aumento dei costi, una maggiore sicurezza e una professionalità adeguata al ruolo? E’ questo il sondaggio lanciato da Manpower sul sito www.pitstoplavoro.it Esaminando i dati su base territoriale, emergono caratteristiche e peculiarità geografiche ben delineate: il 70% dei soggetti votanti che si sono dichiarati disposti a mettere in regola i propri collaboratori risiede nel Nord Italia, con una forte concentrazione nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il restante 30% è localizzato nel Centro e, in minoranza, nel Sud del Paese. Mentre la maggioranza degli utenti che hanno espresso intenzione opposta è risultata essere residente principalmente nel Sud della penisola. Ma come questi soggetti sarebbero disposti a regolarizzare la situazione? La carta servizi di Manpower - "Ora" - è una valida soluzione che buona parte degli utenti prenderebbe in seria considerazione. Caricata con ore di lavoro, la Card è destinata a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura (colf, badanti, baby sitter, dog sitter, giardiniere, piccoli lavori di manutenzione casalinga…) e che esigono un personale preparato e qualificato, potendo contare sulla sicurezza garantita da Manpower che provvede ad adempiere a tutti gli oneri di legge previsti da una regolare assunzione.
"La regolarizzazione di colf e badanti introdotta dal decreto sulla sicurezza prevede che ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e una badante, e i lavoratori regolarizzati avranno diritto allo stipendio con i relativi contributi previdenziali fissati dal contratto di categoria e dalle tabelle Inps" dichiara Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower "il servizio fornito dalla nostra Card nasce dalla stessa volontà di contribuire attivamente a mettere in regola e dare dignità retributiva a una comunità di lavoratori domestici che spesso svolgono il proprio lavoro non ‘protetti’, e allo stesso tempo garantire al datore di lavoro la sicurezza di un personale specializzato e adeguatamente formato per svolgere un determinato ruolo". L’esito del sondaggio sarà esaminato nel corso della puntata di Pit Stop Lavoro in onda domani 24 luglio alle ore 20.00 su Class CNBC (canale 505 di Sky TV). La questione del lavoro domestico in Italia, le ipotesi e le soluzioni per contrastare il lavoro nero tutelando il lavoratore e garantendo sicurezza e professionalità al datore di lavoro, saranno i temi affrontati in studio da Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower, Liliana Ocmin, Segretario Confederale Cisl e Responsabile dipartimento Politiche migratorie, donne e giovani, Giovanni Sgritta, Sociologo e Direttore del dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università La Sapienza di Roma, Luca Solari, Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare dell’Università degli Studi di Milano, con gli approfondimenti di Pietro Ichino, Giuslavorista e Parlamentare e, in collegamento da Roma, Antonio Mastrotpasqua, Presidente Inps. "ORA" - MANPOWER CARD "ORA" è la Carta Servizi di Manpower rivolta a famiglie e privati interessati a usufruire di servizi domestici di varia natura e che esigono una pronta risposta alle esigenze che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. La Card consente di avere in sole 24 ore la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione richiesta, garantendo la sicurezza di un personale regolarmente formato, assunto e correttamente retribuito, nel pieno rispetto di tutti gli obblighi di legge. Queste le professionalità fornite: colf/addetta alle pulizie, badanti, baby sitter, dog sitter, cameriera/e, aiuto cuoco, giardiniere, tutto fare per piccoli lavori di manutenzione casalinga (piccole attività di imbiancatura, riparazione tapparelle…). "ORA" è caricata con ore di lavoro di cui il cliente usufruirà secondo le proprie necessità ed è attivabile contattando il numero verde 800 525205 - dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30 - mentre il ritiro della Card e il pagamento della stessa avvengono presso la filiale Manpower indicata al momento dell’attivazione. Presto sarà possibile caricare la Card anche online, collegandosi al sito www.manpowercard.it pagando l’importo scelto con carta di credito. Successivamente, per richiedere uno dei servizi suddetti, il cliente contatterà il numero verde al quale risponderà personale dedicato che provvederà in tempi brevi a soddisfare l’esigenza richiesta, supportato da una struttura che si occupa della selezione e della formazione del personale. Una volta scaricata, la Card potrà essere ricaricata con importi di diverso valore.
Sulle donne la Cgil promette battaglia. Il ministro del Welfare: «Aggiustamento età pensionabile in base all'aspettativa di vita è una misura solo eventuale». Incremento età pensionabile dal 2015. ROMA - Governo e parti sociali si sono riuniti a Palazzo Chigi per discutere della riforma delle pensioni che il governo intende introdurre nel decreto anti-crisi: equiparazione uomo-donna per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici dal 2018 e finestra mobile in relazione all'aspettativa di vita. E mentre la Commissione Ue plaude al primo punto, sul secondo arrivano delle correzioni di rotta. I sindacati sono divisi: Cisl e Uil plaudono al governo, mentre la Cgil fa muro e promette battaglia.
E il premier: "cordialità, rifletteremo" Roma - Dl sicurezza ancora nella bufera. Ha fatto discutere la lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto al governo e ai presidenti di Camera e Senato esprimendo una serie di critiche e perplessità sul pacchetto approvato dal parlamento il 2 luglio scorso e promulgato ieri dal Colle. Oggi sull'argomento è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando di "dubbi politicamente incisivi". Intanto il premier Berlusconi ribadisce la propria apertura e assicura: "Col Quirinale rapporti cordiali".
Le repliche al Quirinale Con una dichiarazione secca Fini giudica "politicamente incisiva" la lettera del Quirinale. E' troppo poco per poter affermare che la terza carica dello Stato voglia prendere le distanze dalla legge. Di certo la valutazione di Fini si va a aggiungere a quelle di altre voci del centrodestra che hanno sottolineato l'importanza di una seria riflessione sui rilievi formulati dal Capo dello Stato. Fini ha parlato nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera di Napolitano. Anche il presidente del Consiglio torna sull'argomento ricordando di aver già fatto un comunicato: "Faremo una riflessione, terremo conto delle osservazioni". Poi assicura: "Con Napolitano c’è un rapporto di estrema cordialità, assolutamente positivo che si manifesta come tale in tutte le occasioni". L'opposizione: "Il governo riferisca" L'opposizione fa quadrato attorno alla lettera del capo dello Stato e chiede al governo di riferire in Aula. Democratici, centristi e Italia dei valori hanno, infatti, chiesto che il governo riferisca sulla questione e il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha replicato che l’esecutivo valuterà la richiesta delle opposizioni, anche se il comunicato diramato ieri sera da Palazzo Chigi esprime già chiaramente la posizione del governo. Il Pdl: "Scelta irrituale" Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri giudica "irrituale" la lettera del Capo dello Stato. "Non tanto per i contenuti quanto per lo strumento scelto dal presidente della Repubblica. Io - ha spiegato ancora Gasparri - non ho una visione museale e ipocrita della Costituzione. Sono favorevole a tutte le innovazioni e le novità, è aperto a qualsiasi confronto. Il gesto compiuto ieri dal presidente della repubblica è tipico di una repubblica presidenziale". Sulla stessa linea anche il vicepresidente del Senato Vannino Chiti: "Il presidente della Repubblica ha trovato una via inedita ma giusta. Nel ddl sulla sicurezza ci sono molte cose contraddittorie ma anche alcune positive, come quelle che riguardano il contrasto alla criminalità organizzata". Anche secondo il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, le parole e le valutazioni del presidente della Repubblica "vanno rispettate sempre: sia quando vengono pronunciate in modo rituale, sia quando si manifestano in modo irrituale". "Ci sarà tempo e modo di riflettere sui suggerimenti di Napolitano. E l’occasione più vicina e giusta saranno i decreti attuativi del pacchetto sicurezza".
carcere da 1 a 6 anni per chi dichiara il falso Rischia il carcere da 1 a 6 anni chi presenta false dichiarazioni per la regolarizzazione di colf e badanti. E' questa la principale novità prevista dall'emendamento del governo (targata Maroni e Sacconi) per la regolarizzazione di questo tipo di lavoratori presentato al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il testo conferma poi che il costo della regolarizzazione è di 500 euro per ciascun lavoratore.
Napolitano: per vera ripresa bisogna superare divario tra nord e sud, le istituzioni facciano di più ROMA - Non hanno più la valigia chiusa con lo spago, ma i meridionali continuano a emigrare al Nord. Fenomeno che fa del Mezzogiorno italiano "un caso unico in Europa", in cui la carenza di domanda di professioni di qualità spinge i migliori "cervelli" a cercare fortuna al Centro-Nord. E' quanto segnala il rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2009 dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.
Napolitano: "Istituzioni facciano di più". In un messaggio inviato allo Svimez, il presidente della Repubblica sottolinea che deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto e superato. "La crisi economica rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese", afferma Napolitano. Il lavoro della Svimez, prosegue il capo dello Stato, "offre un contributo importante allo sviluppo di un confronto nazionale". Italia divisa in due. L'Italia, si legge nello studio, "continua a presentarsi come un paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Inoltre, i posti di lavoro del Mezzogiorno, in particolare, "sono in numero assai inferiore a quello degli occupati. Ed è la carenza di domanda di figure professionali di livello medio-alto a costituire la principale spinta all'emigrazione". In dieci anni partiti in 700mila. Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il mezzogiorno. Nel solo 2008 sono oltre 122mila i residenti delle regioni meridionali partiti verso il Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Oltre l'87% delle partenze ha origine da Puglia, Sicilia e Campania. In quest'ultima regione si registra l'emorragia più forte (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12.200 e 11.600 unità in meno. Pendolari di lungo raggio. Da considerare anche il fenomeno dei "pendolari di lungo raggio" che nel 2008 sono stati 173mila, 23mila in più rispetto al 2007. Persone residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, "cittadini a termine", come li definisce lo Svimez, che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese. Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato, il 24% è laureato. Cittadini a termine. "Non lasciano la residenza - sottolinea la ricerca - generalmente perché non lo giustificherebbe né il costo della vita nelle aree urbane né un contratto di lavoro a tempo. Spesso sono maschi, single, dipendenti full time in una fase transitoria della loro vita, come l'ingresso o l'assestamento nel mercato del lavoro". Le regioni che attraggono maggiormente questo genere di pendolari sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Le matricole scelgono gli atenei al nord. Rispetto ai primi anni 2000 sono aumentati i giovani meridionali trasferitisi al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati lì e lavorano lì, mentre sono diminuiti i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro. I laureati "eccellenti" abbandonano il Sud. In vistosa crescita le partenze dei laureati "eccellenti": nel 2004 se ne andava il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Fenomeno, quest'ultimo, che si spiega con il fatto che la mobilità geografica Sud-Nord permette una mobilità sociale. I laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno infatti incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma a uno stipendio più alto. Il 50% di quelli che restano nel Mezzogiorno non arriva a 1000 euro al mese, mentre il 63% di quelli che sono partiti dopo la laurea guadagna tra 1000 e 1500 euro e oltre il 16% più di 1500 euro.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni Poste italiane dovranno risarcire il destinatario di un telegramma recapitatogli in ritardo che perse un impiego, sia pur temporaneo, per questo motivo. Ad avviare la causa era stato Giovanni Colleoni, al quale il Comune di Milano aveva inviato un telegramma per convocarlo in relazione all'affidamento di un incarico lavorativo a tempo determinato.
La convocazione arrivò dopo la data fissata per l'incontro e l'incarico non venne affidato, ritenendo il Comune che l'interessato avesse personalmente rinunciato. il giudice Raimondo Mesiano, del tribunale civile di Milano, valutata la sussistenza del disservizio, ha condannato le Poste a pagare 3mila 800 euro e a fare fronte alle spese di giudizio nella misura di altri 3mila 900 euro.
"Ora": la card che semplifica la vita alle famiglie milanesi L’analisi dei fundamentals (PIL, occupazione, produzione industriale) in abbinamento a dati meno diretti ma comunque esplicativi della situazione economica disegnano un quadro congiunturale ancora negativo.
Questa crisi, il cui inizio si può collocare nel quarto trimestre 2008, ha avuto un impatto notevole sull’industria (soprattutto di base) mettendo in difficoltà anche la maggior parte delle imprese del terziario, più o meno direttamente, connesse al comparto industriale. Tra queste le Agenzie per il Lavoro hanno accusato pesantemente l’indebolimento del ciclo economico strette nella morsa costituita dal calo della produzione industriale (principale mercato di riferimento) e dell’occupazione (loro core business). Tipicamente ‘confinate’ nella fascia di mercato B2B (business to business), le Agenzie per il Lavoro sono state interessate, nel periodo tra fine 2008 e inizio 2009, da ristrutturazioni, piani di recupero, gestione di esuberi per cercare di attraversare con minor rischi e costi possibili 'la bufera'. Ecco che Manpower, uno dei principali datori di lavoro privati al mondo, in Italia 450 filiali e circa 2.000 dipendenti, dopo aver attraversato una fase di ristrutturazione con tanto di accordo sindacale per circa 199 esuberi; prima tra le Agenzie per il Lavoro operanti in Italia, ‘aggredisce’ il mercato B2C (business to consumer), proprio al fine di bilanciare le perdite originate dalla crisi industriale e rimodulare il proprio portfolio a vantaggio della stabilità produttiva. Il veicolo è rappresentato da un’innovativa e accattivante card denominata “ORA”, in distribuzione a Milano, rivolta proprio alle famiglie ed ai privati in genere, interessati a usufruire di servizi domestici vari in piena regolarità e sicurezza. Si tratta di una carta servizi che consente di avere, in sole 24 ore, la persona più idonea e qualificata a svolgere la mansione necessaria (colf/addetta alle pulizie, aiuto cuoco, cameriera/e, giardiniere, piccoli lavori casalinghi, affiancamento anziani, baby sitting, dog sitting…). La Card “ORA” è caricata con ore di lavoro usufruibili secondo le proprie necessità, attivabile mediante un numero verde (800 525205) o il sito internet www.manpowercard.it. La gestione di questa ‘business branch’ di Manpower è stata affidata ad uno specifico team dedicato alle attività di valutazione, selezione e formazione dei lavoratori collegati al progetto ed all’assistenza clienti, supportato comunque dalle filiali distribuite sul territorio, presso cui sarà possibile ritirare la propria Card “ORA”
«Da più di un anno stavamo discutendo della questione badanti. Non riguarda la totalità degli irregolari» ROMA - No a sanatorie per le badanti, sì all’emersione del lavoro domestico in nero. Sulla misura che il governo si appresta a proporre in parlamento si è cominciato a discutere sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri nel maggio del 2008 a Napoli. Roberto Maroni, responsabile dell’Interno, illustra il provvedimento dopo l’intesa raggiunta con il collega del Welfare Maurizio Sacconi.
Può spiegare i termini dell’intesa? «Se ne parla da più di un anno. Al primo Consiglio dei ministri si affrontò l’argomento badanti quando approvammo il pacchetto sicurezza. E decidemmo su mia proposta che prima di prendere qualsiasi provvedimento su regolarizzazioni, sanatorie e questioni del genere bisognava chiudere il pacchetto sicurezza nella sua interezza». Il pacchetto è stato approvato e il resto? «Fissati rigore e regole per il contrasto all’immigrazione clandestina adesso ci apprestiamo ad adottare gli altri provvedimenti. Quando Carlo Giovanardi è uscito con quella dichiarazione, un’ora prima io e Sacconi c’eravamo sentiti dicendo: 'domani i nostri si vedono e cominciano ad affrontare la questione badanti'. È insomma una cosa meditata e non deriva da qualche improvvida dichiarazione fatta tizio, caio e sempronio. E poi va dato a Cesare quel che è di Cesare. Questa è un’iniziativa che ha fortemente voluto Sacconi. Solo la propaganda politica ha oscurato il suo ruolo. Ma è un’iniziativa che era nel suo cassetto e che io ho sempre condiviso. Mai si è parlato di sanatoria». A chi è rivolta? «Alle famiglie con badanti o con colf, a prescindere della nazionalità della persona. Quindi non un provvedimento rivolto agli extracomunitarii ma a coloro che svolgono questo lavoro e che non sono in regola. Vale per italiani, comunitari ed extracomunitarii. Gli italiani e i comunitari si iscrivono all’Inps, mentre gli extracomunitarii oltre a fare questo otterranno la concessione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a certe condizioni. Insisto: il provvedimento è rivolto a tutti e ha la finalità di regolarizzare il lavoro domestico irregolare». Gli irregolari di cui parla lei appartengono al gruppo di quelli hanno fatto richiesta ma non è stata accolta? «No. Il datore di lavoro denuncia la situazione, paga un contributo all’Inps corrispondente a tre mesi pregressi, andando a ritroso dal 30 giugno, sottoscrive un contratto di colf o di badante e, se si tratta di un cittadino extracomunitario, presenta anche la dichiarazione allo sportello unico dell’immigrazione. Così alla persona viene dato il permesso di soggiorno per motivi di lavoro». Quando entrerà in vigore questa nuova normativa? «Dipende dal Parlamento, penso che verrà proposta nel decreto anticrisi...». Chi la proporrà? «Il relatore o il governo la prossima settimana. Si stanno definendo gli ultimi dettagli dal punto di vista delle coperture con il ministero dell’Economia. E’ un intervento a sostegno delle famiglie perché riteniamo che questo tipo di lavoro abbia una forte valenza sociale e per questo meriti un provvedimento specifico. Per evitare trucchi e per evitare di dare lavoro a chi non fa la badante e non fa la colf i datori di lavoro non cittadini italiani devono avere il requisito della permanenza in Italia di almeno cinque anni». Dalle sue parole sembra si sia trattato di una tempesta in bicchiere d’acqua, possibile che tutti da Giovanardi alla Chiesa abbiano preso un abbaglio? «Certo è stata una tempesta in un bicchiere d’acqua». L’Udc commenta l’accordo con un 'il governo ha fatto marcia indietro'... «Non mi perdo dietro a questo tipo di commenti. L’unico contributo che l’Udc ha dato in questi anni alla lotta all’immigrazione clandestina è stato quando, qualche anno fa, Casini propose di prendere a mitragliate i barconi che arrivano in Italia. Che io mi ricordi l’unica proposta è stata questa. Quindi non mi pare particolarmente significativo il commento dell’Udc su questo tema». La Cgil sostiene che occorre regolarizzare tutti. «Noi invece vogliamo fare emergere il lavoro nero domestico e siamo contrari alle sanatorie generalizzate perché il patto europeo su immigrazione e asilo prevede che non se ne facciano più. E il nostro provvedimento è coerente con le norme europee». Il rigore sopra ogni altra considerazione. «L’ha detto benissimo Sacconi: chiuso il capitolo del rigore accompagniamo il pacchetto sicurezza con una misura eccezionale che riguarda le famiglia. Insomma l’esatto contrario di una retromarcia». Quanti sono le colf e le badanti? «Abbiamo delle stime che sono diverse da quei dati che sono diffusi a casaccio dalla Cgil, perché ci mettono dentro rumene e polacche che non sono più extracomunitarie. I dati significativi saranno quelli che verranno forniti dall’Inps». Ci sono alcuni parlamentari del Pdl alla Camera e al Senato che invocano una regolarizzazione per quanti non sono riusciti ad ottenerla facendo la domanda all’epoca del decreto flussi 2008. «Questa è una sanatoria e il governo è contrario. E poi proposte di questa fatta contrastano con il programma del Pdl più Lega dove c’è scritto: 'no a sanatorie'». | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

